Un +59,5% che pesa meno di un +29,4%: pesi e contributi nell’indice dei prezzi
In breve. Nella stima provvisoria di ottobre 2026 l’inflazione italiana sale al 5,4% (indice NIC, ISTAT). Il numero più vistoso del comunicato è il +59,5% degli energetici regolamentati, le tariffe di luce e gas del mercato tutelato. Ma quella voce pesa lo 0,7% del paniere: sul 5,4% vale circa 0,4 punti. Gli energetici non regolamentati, cioè carburanti, luce e gas del mercato libero, crescono la metà (+29,4%), pesano 14 volte di più e valgono circa 2,9 punti. Per leggere un indice dei prezzi la domanda non è «quale voce sale di più», ma «quale voce sposta di più il totale»: si risponde moltiplicando la variazione per il peso.

Che cosa dice il dato
L’ISTAT divide il paniere in tipologie di prodotto e, per ciascuna, pubblica due numeri: il peso, cioè la quota della spesa per consumi delle famiglie che quella voce rappresenta (in parti per milione), e la variazione tendenziale, cioè di quanto è cambiato il prezzo rispetto allo stesso mese dell’anno prima. Ecco le voci energetiche di ottobre:
| Voce (ottobre 2026) | Peso nel paniere | Variazione su ottobre 2025 | Settembre 2026 |
|---|---|---|---|
| Energetici regolamentati | 0,7% | +59,5% | +25,8% |
| Energetici non regolamentati | 9,8% | +29,4% | +22,5% |
| Beni energetici, totale | 10,5% | +31,4% | +22,6% |
| Indice generale al netto degli energetici | 89,5% | +2,5% | +2,0% |
| Indice generale (NIC) | 100% | +5,4% | +4,2% |
Fonte: ISTAT, «Prezzi al consumo — dati provvisori ottobre 2026», 30/10/2026, prospetto 3. I pesi sono pubblicati in parti per milione (6.982, 98.142, 105.124, 894.876); la percentuale è un calcolo nostro.
Dentro gli energetici regolamentati l’ISTAT segnala l’elettricità del mercato tutelato, passata in un mese da +9,7% a +60,2%, e il gas del mercato tutelato, da +47,0% a +56,8%. Sono aumenti enormi per chi ha quelle tariffe. Ma l’indice generale misura la spesa di tutte le famiglie insieme, e in quella spesa le tariffe tutelate sono una quota piccola.
Il conto: peso per variazione
Il contributo di una voce all’inflazione è la parte del tasso generale che si deve a quella voce, in punti percentuali. In prima approssimazione è il prodotto tra il peso (in quota sul totale) e la variazione:
energetici regolamentati: 0,006982 × 59,5 ≈ 0,42 punti
energetici non regolamentati: 0,098142 × 29,4 ≈ 2,89 punti
La voce con l’aumento più grande vale circa un settimo dell’altra: 0,42 contro 2,89, cioè l’altra conta quasi sette volte tanto (2,89 ÷ 0,42 ≈ 6,9). È lo stesso principio della media ponderata: un valore estremo con un peso piccolo sposta poco la media.
Fatto per tutte le tredici tipologie di prodotto del prospetto, il conto dà questa classifica:
| Tipologia di prodotto | Peso | Variazione su un anno | Contributo stimato (punti) |
|---|---|---|---|
| Energetici non regolamentati | 9,8% | +29,4% | 2,89 |
| Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona | 17,3% | +3,1% | 0,54 |
| Alimentari non lavorati | 7,0% | +7,5% | 0,52 |
| Energetici regolamentati | 0,7% | +59,5% | 0,42 |
| Servizi relativi all’abitazione | 6,9% | +4,3% | 0,30 |
| Servizi vari | 11,4% | +2,0% | 0,23 |
| Servizi relativi ai trasporti | 7,1% | +3,1% | 0,22 |
| Altre sei voci (beni durevoli, semidurevoli e non durevoli, tabacchi, servizi di comunicazione, alimentari lavorati) | 39,7% | da −0,2% a +4,1% | 0,36 |
| Somma | 100% | 5,48 |
Fonte: ISTAT, comunicato del 30/10/2026, prospetto 3 (pesi e variazioni); contributo stimato = peso × variazione, calcolo di Metron Journal. Tutte le voci, anche per settembre, nel CSV scaricabile.
Due cose saltano all’occhio. La prima: i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (che comprendono anche ristoranti, bar e alberghi), con un modesto +3,1%, contano più delle tariffe tutelate al +59,5%, perché pesano il 17,3% della spesa. La seconda: l’energia nel suo insieme vale circa 3,3 punti dei 5,4, circa sei decimi dell’inflazione, pur pesando un decimo del paniere.
Lo stesso conto spiega anche l’accelerazione da settembre a ottobre. A settembre il contributo stimato dell’energia era di circa 2,4 punti: è salito di circa 0,9 punti, su un’inflazione cresciuta di 1,2. Il resto del paniere si muove molto meno: l’indice al netto degli energetici passa da +2,0% a +2,5%.
Perché il nostro conto non torna al decimale
La somma dei contributi stimati fa 5,48, non 5,4. Non è un errore di calcolo: è un limite del metodo semplificato.
L’indice dei prezzi al consumo è un indice a catena di tipo Laspeyres: ogni dicembre l’ISTAT aggiorna il paniere e i pesi, che per il 2026 vengono dalla Contabilità nazionale (consumi delle famiglie del 2025) e dall’indagine sulle Spese delle famiglie (dati del 2024). La variazione tendenziale di ottobre confronta quindi un mese calcolato con i pesi del 2026 con uno calcolato con i pesi del 2025. L’ISTAT lo scrive nel glossario: il contributo di una voce «è funzione della dinamica di prezzo di tale componente e della modifica del suo peso relativo nei due anni a confronto», ed è calcolato a partire dagli indici elementari, non dalle tipologie arrotondate.
Il contributo esatto l’ISTAT lo pubblica nell’approfondimento del comunicato (figura 4), ma nella stima provvisoria solo come grafico, senza i valori. Le prime quattro voci della figura sono le stesse della nostra tabella e nello stesso ordine: energetici non regolamentati, servizi ricreativi, alimentari non lavorati, energetici regolamentati. Per la classifica e l’ordine di grandezza, peso per variazione basta; per i decimali serve il dato ufficiale.
Una verifica a portata di tutti: 0,105 × 31,4 + 0,895 × 2,5 ≈ 5,53, contro il 5,4 ufficiale. Lo scarto, poco più di un decimo, è l’ordine di grandezza dell’errore che ci si deve aspettare da questo conto.
Come è stato misurato
- Variazioni e pesi: sono quelli del prospetto 3 del comunicato ISTAT del 30 ottobre 2026, per tipologia di prodotto, sull’indice NIC (l’indice per l’intera collettività nazionale, il riferimento per l’inflazione dell’economia italiana).
- Contributo stimato: peso diviso 1.000.000, per la variazione tendenziale in percentuale. Il risultato è in punti percentuali, non in percentuale: 0,42 punti vogliono dire che, senza l’aumento delle tariffe tutelate, l’inflazione sarebbe più bassa di circa quattro decimi, a parità di tutto il resto. La differenza tra punti e percentuali è spiegata in Percentuali e punti percentuali.
- Provvisorio: è una stima preliminare. I dati definitivi di ottobre escono il 17 novembre 2026 e possono cambiare (cosa cambia tra provvisorio e definitivo lo abbiamo spiegato in Comunicato ISTAT: dato provvisorio e definitivo).
Cosa NON dice questo dato
- Non dice quanto aumenta la tua bolletta. Per una famiglia con la tariffa tutelata il +59,5% è reale e pesa molto di più dello 0,7%. Il peso è la quota della spesa di tutte le famiglie messe insieme. Perché la propria inflazione non coincide con quella del paniere lo spieghiamo in Inflazione: perché il tuo carrello non è il paniere ISTAT.
- Non dice che le tariffe tutelate «non contano». Contano poco sull’indice nazionale; per i bilanci di chi le paga possono contare moltissimo.
- Non dice perché i prezzi salgono. Il contributo è una scomposizione contabile: attribuisce la variazione alle voci, non ne spiega le cause. L’ISTAT richiama il «quadro geopolitico internazionale» per l’energia, ma il dato da solo non lo misura.
- Non è il dato definitivo. Pesi e contributi di ottobre vanno riletti dopo il 17 novembre.
- Non dice come andrà avanti. Un contributo misura un mese rispetto a un anno prima; con l’energia così volatile, il quadro può cambiare in fretta, nei due sensi.
La regola, in una frase
Davanti a un «+59,5%» nel titolo di un comunicato, chiedersi subito quanto pesa quella voce: variazione per peso dà il contributo, e il contributo dice quanto quella voce sposta davvero l’inflazione.
Domande frequenti
Che cos’è il contributo di una voce all’inflazione?
È la parte del tasso d’inflazione che si deve a quella voce, misurata in punti percentuali. In prima approssimazione si calcola moltiplicando il peso della voce nel paniere per la sua variazione di prezzo; l’ISTAT lo calcola in modo esatto tenendo conto anche del cambio dei pesi tra un anno e l’altro.
Quanto pesano le tariffe tutelate di luce e gas nell’inflazione di ottobre 2026?
Gli energetici regolamentati pesano lo 0,7% del paniere NIC (6.982 parti per milione) e a ottobre 2026 crescono del 59,5% su un anno prima (ISTAT, stima provvisoria). Il contributo stimato è di circa 0,4 punti su un’inflazione del 5,4%.
Quale voce spinge di più l’inflazione di ottobre 2026?
Gli energetici non regolamentati (carburanti, luce e gas del mercato libero e altri combustibili): pesano il 9,8% del paniere, crescono del 29,4% e valgono circa 2,9 punti dei 5,4. L’energia nel suo insieme vale circa 3,3 punti.
Da dove vengono i pesi dell’indice dei prezzi?
L’ISTAT li aggiorna ogni anno: per il 2026 dalla Contabilità nazionale (consumi delle famiglie del 2025) e dall’indagine sulle Spese delle famiglie (dati del 2024), con altre fonti ausiliarie. Rappresentano la quota di ogni voce sulla spesa per consumi di tutte le famiglie.
Perché la somma dei contributi calcolati a mano non dà esattamente l’inflazione?
Perché l’indice è a catena: la variazione su un anno confronta mesi calcolati con pesi diversi, e i dati pubblicati sono arrotondati. Con i dati di ottobre 2026 la somma dei contributi stimati è 5,48 contro il 5,4 ufficiale.
Fonti
- ISTAT — «Prezzi al consumo — dati provvisori ottobre 2026», comunicato del 30/10/2026: pagina del comunicato · PDF (prospetti 1-3, figura 4 a pagina 7, glossario e nota metodologica)
- Elaborazione Metron Journal. Dati scaricabili in CSV: Pesi, variazioni e contributi stimati per tipologia di prodotto, NIC settembre-ottobre 2026




