Come lavoriamo

Questa pagina esiste perché chiediamo ai lettori di fidarsi dei numeri che pubblichiamo. È giusto che sappiano come ci arriviamo — compresa la parte scomoda.


La regola da cui discende tutto

Ogni numero ha una fonte, e la fonte è scritta accanto al numero.

Non «in fondo all’articolo», non «secondo l’ISTAT» senza dire quale tabella. Accanto al numero, con l’ente, il codice del dataset, il periodo, l’unità di misura e un link che potete aprire per ricontrollare.

Le fonti sono primarie o ufficiali: ISTAT, Eurostat, Banca d’Italia, BCE, OCSE, Banca Mondiale, paper peer-reviewed — cioè l’ente che produce il dato, o quello che lo pubblica ufficialmente. Alcune di queste banche dati aggregano rilevazioni nazionali: in quel caso citiamo l’ente da cui il numero si scarica e, quando conta, anche chi l’ha rilevato a monte. Quello che non facciamo mai è ricopiare cifre da articoli, aggregatori o comunicati senza risalire al dato. Se un numero circola ovunque ma non riusciamo a risalire a chi l’ha misurato, non lo pubblichiamo — e se il tema lo richiede, scriviamo che non esiste una fonte.

Ogni articolo porta con sé i dati grezzi in CSV, scaricabili. Se pensate che abbiamo sbagliato, potete verificarlo senza chiedere il permesso a nessuno.


Le cose che ci vietiamo

  • Correlazione e causazione non si confondono. Se due serie si muovono insieme, scriviamo che si muovono insieme. Il «perché» richiede prove diverse, e quando non le abbiamo lo diciamo.
  • Niente numeri senza contesto. Una percentuale senza la base su cui è calcolata non è un’informazione.
  • Niente confronti fra grandezze non omogenee. Due indicatori con lo stesso nome ma definizioni diverse non si confrontano, si spiegano.
  • Niente assi troncati. Nei nostri grafici l’asse parte da zero, oppure è dichiarato che non lo fa.
  • Se un dato non c’è, scriviamo che non c’è. È capitato subito, e continuerà a capitare.

Chi scrive, e come

Qui la parte che molti non dichiarano.

I testi di Metron Journal sono redatti con l’assistenza di modelli linguistici. Non è un dettaglio da nascondere in fondo a una pagina legale: è il modo in cui lavoriamo, e cambia il tipo di controlli che servono.

Un modello linguistico scrive bene e sbaglia in un modo particolare — produce numeri plausibili, cita fonti che suonano giuste, costruisce ragionamenti ben formati e a volte falsi. Il rischio non è il testo brutto: è l’errore credibile. Tutto il processo qui sotto è costruito attorno a questo problema.

La catena di verifica

Ogni articolo, prima di uscire, passa da cinque controlli affidati a quattro famiglie di modelli diverse — non cinque volte lo stesso modello, che ripeterebbe gli stessi errori sistematici. Nessuno dei revisori appartiene alla famiglia del modello che ha scritto il testo:

Cosa controlla
Revisore delle fonti Che la fonte esista, sia primaria, sia aggiornata, che il link risponda e non serva una pagina di errore, che l’ente sia quello dichiarato. Per gli articoli scientifici, che il titolo letto dall’archivio ufficiale (PubMed, DOI) sia quello dell’opera citata
Revisore dei numeri Che ogni cifra corrisponda alla fonte; che ogni operazione scritta nel testo torni; che una differenza in punti percentuali non venga spacciata per una variazione percentuale. E gli errori di ragionamento: correlazione scambiata per causa, intervalli scelti a proprio comodo, medie che nascondono distribuzioni, campioni troppo piccoli
Secondo revisore dei numeri Lo stesso mandato, affidato a un modello di un’altra famiglia: nelle nostre prove nessun modello da solo vede tutti gli errori aritmetici
Revisore editoriale Coerenza, struttura, affermazioni non sostenute dai dati, nessuna confusione fra questo magazine e la rivista scientifica Metron
Revisore «cifra contro fonte» Un modello con accesso al web apre le fonti citate e confronta numero, anno, ente e titolo del documento con quello che c’è scritto nell’articolo

Se anche uno solo respinge, il pezzo torna indietro. Ma un rilievo non è una sentenza: anche i revisori sbagliano, e ogni segnalazione viene verificata contro la fonte prima di essere recepita. Nessun modello entra nella catena senza aver superato un banco di prova — articoli già verificati in cui inseriamo apposta errori noti, per misurare quanti ne trova e quanti falsi allarmi produce.

E poi una persona

Nessun articolo di Metron Journal viene pubblicato senza che una persona lo abbia letto e approvato. Non è un obiettivo per il futuro: è come funziona adesso, su ogni singolo pezzo.

Il controllo a campione

Ogni settimana il 10% degli articoli pubblicati, estratto a sorte, viene ricontrollato cifra per cifra contro le fonti originali. Per «errore di fatto» intendiamo una cifra, una data o un’attribuzione smentita dalla fonte citata — non una scelta di stile. La soglia di arresto si calcola su una finestra mobile: se fra gli ultimi dieci articoli controllati almeno due contengono errori di fatto, la pubblicazione si ferma e si rivede tutto ciò che è uscito dall’ultimo controllo superato. Finché i controllati sono meno di dieci, basta un secondo articolo con errori per fermarsi.


Cosa vuol dire, in pratica

Un esempio vero, dai primi articoli.

Scrivendo dell’indice di Gini ci siamo accorti che Banca Mondiale ed Eurostat pubblicano per l’Italia due valori diversi nello stesso anno. La strada comoda era scegliere il numero più citabile. Quella che abbiamo preso è stata capire perché differiscono — fonti e definizioni di reddito diverse — e farne il centro dell’articolo.

Scrivendo di quanto costa un trasloco abbiamo scoperto che il prezzo medio non lo rileva nessun ente: le cifre in circolazione vengono da preventivi commerciali. Avremmo potuto pubblicarne una lo stesso. Abbiamo scritto che non esiste, e mostrato la misura che invece esiste.

In entrambi i casi la scelta è stata la stessa: dire una cosa più scomoda e più vera.


Gli errori

Ne facciamo. La differenza sta in cosa succede dopo.

Quando ci accorgiamo di un errore lo correggiamo e lo dichiariamo in fondo all’articolo, con la data e cosa è cambiato. Non riscriviamo la storia in silenzio: una correzione nascosta vale meno di un errore ammesso.

Se trovate uno sbaglio, scriveteci. Se il rilievo è fondato lo correggiamo e vi citiamo.


Cosa non siamo

Questo sito non è la rivista scientifica Metron.

Metron – International Journal of Statistics è una rivista accademica con revisione fra pari, fondata da Corrado Gini nel 1920 e oggi pubblicata da Springer. Non abbiamo alcun rapporto editoriale con lei.

Questo dominio ospitava il sito della rivista, e oggi è un magazine di data journalism. La continuità è quella del dominio e della storia che raccontiamo nell’archivio — non quella scientifica. Non l’abbiamo mai rivendicata e non la rivendicheremo.