Stipendio medio in Italia: perché la cifra che circola è quasi sempre sbagliata
In breve. Cercando «stipendio medio Italia» nelle fonti ufficiali, non si trova un numero: se ne trovano tre, tutti corretti, tutti diversi. L’ISTAT (dati 2022, standardizzati a tempo pieno) dice 37.302 euro. L’INPS (dati 2024, retribuzione realmente percepita) dice 24.486 euro. Il Ministero dell’Economia, dalle dichiarazioni dei redditi 2024, dice 24.250 euro. Nessuna delle tre è una mediana: sono tutte medie, e nessun ente pubblica ufficialmente il valore mediano annuo per i lavoratori dipendenti (l’ISTAT ne pubblica una, ma solo su base oraria — vedi sotto). L’abbiamo calcolato noi dalla distribuzione INPS: circa 21.400 euro, ben sotto tutte e tre le medie.

Ogni tanto un titolo di giornale scrive che «lo stipendio medio in Italia è di X euro», citando una fonte generica o nessuna fonte. La domanda sembra semplice — quanto guadagna, in media, chi lavora in Italia — ma non ha una sola risposta ufficiale. Tre enti diversi, ISTAT, INPS e Ministero dell’Economia, pubblicano tre cifre che possono differire anche del 50% l’una dall’altra, perché rispondono a tre domande leggermente diverse: chi si conta come lavoratore, come si tratta chi ha lavorato part-time o solo un pezzo d’anno, e da quale fonte amministrativa arrivano i numeri.
Quattro numeri, la stessa domanda
Ecco le tre cifre ufficiali più il calcolo della mediana fatto da questa redazione, messi a confronto:
| Fonte | Periodo | Chi conta | Cosa misura | Valore |
|---|---|---|---|---|
| ISTAT / Eurostat (indagine sulla struttura delle retribuzioni) | 2022 | Dipendenti di aziende con almeno 10 dipendenti | Retribuzione annua lorda, standardizzata a tempo pieno e anno intero | 37.302 € |
| INPS (Osservatorio sui lavoratori dipendenti) | 2024 | Tutti i 17,7 milioni di dipendenti privati non agricoli (esclusi i domestici), qualunque orario o durata | Retribuzione annua effettivamente percepita | 24.486 € |
| MEF (dichiarazioni IRPEF) | 2024 | Contribuenti che dichiarano reddito da lavoro dipendente | Reddito dichiarato al fisco, già al netto dei contributi | 24.250 € |
| Metron Journal (calcolo proprio, da dati INPS) | 2024 | Gli stessi 17,7 milioni di dipendenti INPS | Mediana annua: il valore che divide a metà chi guadagna di più e chi di meno | ≈ 21.389 € |
Le prime tre righe sono tutte affidabili, tutte citabili, e tutte “vere” — nel senso che ciascun ente ha misurato esattamente quello che dichiara di misurare. Il problema non è nei numeri: è nella frase «lo stipendio medio è di X euro», che non specifica mai quale dei tre.
Perché sono così diversi
Tre scelte metodologiche spiegano gran parte della differenza. Va segnalato anche lo scarto di due anni tra la rilevazione ISTAT (2022) e quella INPS (2024) — ma le retribuzioni in quel periodo sono cresciute, non diminuite (l’INPS segnala da sola un +3,4% tra il solo 2023 e il 2024): se qualcosa, questo avvicinerebbe le due cifre invece di allontanarle, quindi non spiega perché l’ISTAT risulti più alto.
La standardizzazione. Il numero ISTAT più alto, 37.302 euro, non è quello che un lavoratore part-time o con un contratto breve nel 2022 ha effettivamente percepito. È un valore standardizzato: chi ha lavorato part-time o solo una parte dell’anno viene “riportato” matematicamente a un anno intero a tempo pieno, per rendere confrontabili posizioni lavorative molto diverse tra loro. È una scelta metodologica legittima — utile per confrontare, ad esempio, gli stipendi tra paesi europei con tassi di part-time diversi — ma il risultato non è la cifra che compare su un cedolino reale. Il dato INPS, 24.486 euro, misura invece la retribuzione effettivamente maturata nell’anno senza questa standardizzazione: part-time e contratti brevi restano tali, non vengono “riportati” a un equivalente a tempo pieno.
L’universo. L’indagine ISTAT copre solo le aziende con almeno 10 dipendenti. In un tessuto produttivo come quello italiano, fatto in larga parte di imprese piccole e piccolissime, questo esclude una fetta rilevante del mercato del lavoro dipendente — tipicamente pagata meno delle imprese grandi. L’Osservatorio INPS, al contrario, copre tutte le dimensioni d’impresa del settore privato non agricolo (esclusi i lavoratori domestici).
La fonte amministrativa. Il dato MEF non viene da un’indagine statistica né da un archivio contributivo, ma dalle dichiarazioni dei redditi: è il reddito che i contribuenti hanno dichiarato al fisco come reddito da lavoro dipendente, già al netto dei contributi previdenziali versati. È concettualmente diverso sia dalla retribuzione contributiva INPS sia dalla retribuzione standardizzata ISTAT — eppure il suo valore, 24.250 euro, è quasi identico a quello INPS (24.486 euro): una differenza di soli 236 euro, meno dell’1%, tra due fonti indipendenti (una previdenziale, una fiscale) che misurano concetti vicini ma non identici. È una convergenza che rafforza la fiducia in entrambi i numeri, non una prova che misurino esattamente la stessa cosa.
La mediana annua che nessuno pubblica
Nessuna delle tre fonti — ISTAT, INPS, MEF — pubblica ufficialmente una mediana annua della retribuzione dei lavoratori dipendenti. È un’assenza che pesa, perché quando una distribuzione è asimmetrica (pochi valori molto alti che tirano su la media, come tipicamente accade con i redditi da lavoro) la mediana è la misura che meglio rappresenta il lavoratore “di mezzo” — quello sopra e sotto cui sta, per definizione, la metà degli altri. La media, in questi casi, può descrivere un valore che la maggioranza non raggiunge: dalla stessa distribuzione INPS risulta che sotto la media di 24.486 euro sta circa il 58,7% dei lavoratori — più della metà, calcolato con lo stesso metodo di interpolazione usato per la mediana, non solo dedotto dal fatto che la mediana sia più bassa della media.
Un primo indizio dell’asimmetria viene dalla stessa ISTAT: pubblica una mediana oraria (13,35 euro), che è il 18,6% più bassa della media oraria (16,4 euro). Ma non traduce questo indizio in una mediana annua.
L’INPS pubblica invece qualcosa di più utile per calcolarla da soli: nel Prospetto 6 del suo report, la distribuzione completa dei 17.731.002 dipendenti per classi di retribuzione annua — da “meno di 5.000 euro” a “80.000 euro ed oltre”. Da questa tabella abbiamo calcolato, per interpolazione lineare sulla classe che contiene il lavoratore centrale (quella tra 20.000 e 24.999 euro), una mediana di circa 21.389 euro. È il 12,6% più bassa della media INPS (24.486 euro): la conferma, questa volta su base annua, della stessa asimmetria già vista nel dato orario ISTAT. Il calcolo completo, con la formula e ogni riga della distribuzione, è nel CSV scaricabile più sotto — chiunque può rifarlo.
Dipendente non è sinonimo di lavoratore
Le tre cifre di apertura riguardano solo i lavoratori dipendenti. Le stesse dichiarazioni dei redditi usate dal MEF permettono un confronto diretto con le altre categorie di contribuenti, per lo stesso anno d’imposta 2024:
| Categoria | Reddito medio dichiarato |
|---|---|
| Pensionati | 22.390 € |
| Lavoratori dipendenti | 24.250 € |
| Imprenditori (ditte individuali) | 28.550 € |
| Lavoratori autonomi | 67.510 € |
Il reddito medio degli autonomi, quasi tre volte quello dei dipendenti, ha bisogno di una precisazione che il MEF stesso mette a verbale: esclude circa 2 milioni di partite IVA in regime forfetario, la cui base imponibile media dichiarata è molto più bassa, 17.177 euro — un regime fiscale a parte, pensato per attività di piccola dimensione, che se incluso abbasserebbe sensibilmente la media degli “autonomi”. Anche qui, la stessa lezione: una media che esclude una parte cospicua della popolazione che descrive non è sbagliata, ma va letta sapendo cosa esclude.
Chi sta sopra e sotto la media
Oltre alla cifra complessiva, i dati INPS 2024 mostrano quanto la media nasconda differenze nette per genere e territorio. Per genere, il divario dipende da come lo si misura — la stessa lezione del resto del pezzo, applicata a un secondo caso: 5,6% guardando la retribuzione oraria media (ISTAT — un confronto tra medie orarie, che non controlla per professione, settore o anzianità), 15,4% guardando la retribuzione annua standardizzata a tempo pieno (nostro calcolo sui dati ISTAT), fino al 29,1% guardando la retribuzione annua effettivamente percepita (nostro calcolo sui dati INPS, dove pesa anche la maggiore diffusione del part-time tra le donne: 49% contro 21% degli uomini, secondo lo stesso report INPS).
Per territorio, la retribuzione media INPS 2024 varia da 28.852 euro nel Nord-Ovest a 17.898 euro nelle Isole — un divario di quasi 11.000 euro tra le due aree geografiche estreme, entrambe interne allo stesso paese e alla stessa media nazionale di 24.486 euro.
Cosa NON dice questa pagina
Non dice quale delle tre cifre sia “quella giusta”: sono tre risposte corrette a tre domande diverse, e la domanda giusta dipende da cosa si vuole sapere — quanto guadagnerebbe in media un lavoratore standard a tempo pieno (ISTAT), quanto risulta, in media, effettivamente maturato nel 2024 senza standardizzazione (INPS), o quanto risulta dichiarato al fisco (MEF). Non tratta il settore pubblico allo stesso modo in tutte e tre le fonti: il dato INPS riguarda solo il settore privato (l’Osservatorio ne pubblica uno separato per il pubblico, non usato qui); il dato ISTAT invece include anche la Pubblica Amministrazione (sezione Ateco O — l’Italia la include dall’edizione 2014, pur essendo facoltativa per il regolamento europeo), oltre a Istruzione e Sanità pubblica; il dato MEF, venendo dalle dichiarazioni fiscali, non distingue affatto tra pubblico e privato. Su questo fronte le tre cifre non descrivono sempre la stessa popolazione. Non afferma che la mediana di 21.389 euro sia un dato ufficiale: è un calcolo di questa redazione su dati pubblici, con un metodo dichiarato (interpolazione lineare su classi), non una cifra pubblicata da ISTAT o INPS. Non spiega le cause dei divari di genere o territoriali: li misura, senza attribuirli a fattori specifici che i dati citati non permettono di isolare.
La regola, in una frase
Quando si legge «lo stipendio medio in Italia è di X euro», la prima domanda non è se il numero sia falso, ma di chi e secondo quale definizione: dipendenti o tutti i lavoratori, retribuzione standardizzata o effettivamente percepita, e soprattutto — visto che nessuna fonte ufficiale la pubblica — se quel numero è davvero una media, e non la mediana che servirebbe per descrivere il lavoratore tipico.
Come è stato misurato
Le tre cifre principali vengono da fonti primarie lette direttamente: il comunicato ISTAT “La struttura delle retribuzioni in Italia — Anno 2022” (20/01/2025), il comunicato e il report statistico dell’Osservatorio INPS sui lavoratori dipendenti del settore privato, dati 2024 (18/11/2025), e il report “Analisi dei dati IRPEF” del Dipartimento delle Finanze del MEF per l’anno d’imposta 2024. La mediana, il confronto tra le tre basi del divario di genere e l’interpolazione sulla distribuzione INPS sono elaborazioni di questa redazione, ricalcolabili dal CSV scaricabile e dallo script dati_stipendio_medio.py, verificate il 28 settembre 2026.
Domande frequenti
Qual è lo stipendio medio in Italia?
Dipende dalla fonte. L’ISTAT (dati 2022, standardizzati a tempo pieno, solo aziende con almeno 10 dipendenti) indica 37.302 euro l’anno. L’INPS (dati 2024, retribuzione realmente percepita, tutte le aziende private) indica 24.486 euro. Il Ministero dell’Economia, dalle dichiarazioni dei redditi 2024, indica 24.250 euro. Sono tre cifre tutte corrette, che rispondono a domande leggermente diverse.
Perché la mediana è più bassa della media?
Perché la distribuzione delle retribuzioni è asimmetrica: la maggioranza dei lavoratori guadagna cifre medio-basse, mentre un numero più ridotto di retribuzioni molto alte alza la media senza alzare altrettanto il valore “centrale”. Dalla distribuzione INPS 2024 per classi di retribuzione, Metron Journal ha calcolato una mediana di circa 21.389 euro, il 12,6% sotto la media INPS di 24.486 euro.
Perché il dato ISTAT sulle retribuzioni è più alto di quello INPS?
Soprattutto per due motivi: il dato ISTAT è standardizzato a tempo pieno e anno intero (non riflette chi ha lavorato part-time o solo parte dell’anno, che vengono “riportati” matematicamente a un anno pieno), e copre solo le aziende con almeno 10 dipendenti. Il dato INPS misura invece la retribuzione realmente percepita da tutti i dipendenti privati, di qualunque dimensione d’azienda.
Quanto guadagnano in media gli autonomi rispetto ai dipendenti?
Secondo le dichiarazioni dei redditi 2024 (MEF), i lavoratori autonomi dichiarano in media 67.510 euro contro i 24.250 dei dipendenti — quasi il triplo. Il dato autonomi esclude però circa 2 milioni di partite IVA in regime forfetario, il cui reddito imponibile medio dichiarato è molto più basso, 17.177 euro: un confronto diretto senza questa precisazione sarebbe fuorviante.
Il divario di genere nelle retribuzioni è del 5% o del 30%?
Entrambi, a seconda di cosa si misura: il divario sulla retribuzione oraria (ISTAT) è del 5,6%; sulla retribuzione annua standardizzata a tempo pieno sale al 15,4%; su quella annua effettivamente percepita, che risente della maggiore diffusione del part-time femminile, arriva al 29,1% (dati INPS 2024).
Fonti
- ISTAT — La struttura delle retribuzioni in Italia, Anno 2022 (comunicato del 20/01/2025): istat.it/it/comunicato-stampa/la-struttura-delle-retribuzioni-in-italia-anno-2022
- ISTAT — Report completo, “La struttura delle retribuzioni in Italia” (PDF metodologico e tavole): istat.it/wp-content/uploads/2025/01/REPORT_STRUTTURA_RETRIBUZIONI_2022.pdf
- INPS — Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato, dati 2024 (comunicato del 18/11/2025): inps.it/…/osservatorio-lavoratori-dipendenti-del-settore-privato-i-dati-2024
- INPS — Report statistico completo dell’Osservatorio (Prospetto 6, distribuzione per classi di retribuzione, usata per il calcolo della mediana): servizi2.inps.it/…/getAllegato/?idAllegato=1043
- MEF — Dipartimento delle Finanze, Analisi dei dati IRPEF, anno d’imposta 2024: www1.finanze.gov.it/…/analisi_dati_2024_irpef.pdf
- Dipartimento delle Finanze — Statistiche fiscali, portale (accesso alle serie e alle altre annualità): finanze.gov.it/it/statistiche-fiscali/DichiarazioniFiscali-
- Elaborazione Metron Journal. Dati raccolti e verificati in
dati_stipendio_medio.py, scaricabili in CSV — confronto delle quattro fonti e distribuzione INPS per classi di retribuzione 2024, usata per calcolare la mediana.




