Vendite al dettaglio: perché si può spendere di più e comprare di meno
In breve. A settembre 2026 le vendite al dettaglio in Italia sono cresciute dell’1,6% in valore rispetto a settembre 2025, ma sono calate dello 0,1% in volume (ISTAT, 5 novembre 2026). Non è una contraddizione: il valore è quanto si spende, il volume è quanto si compra a prezzi costanti. La differenza tra i due, circa +1,7%, è l’aumento dei prezzi dei beni venduti nei negozi. È molto meno dell’inflazione di settembre (+4,2%), perché a spingere l’inflazione è soprattutto l’energia, che nelle vendite al dettaglio non c’è. Allargando lo sguardo, rispetto al 2021 gli italiani spendono nei negozi l’11,7% in più e portano a casa il 4,4% in meno; per gli alimentari il divario è +17,0% contro −8,2%.

Che cosa dice il dato
L’ISTAT misura ogni mese le vendite al dettaglio con due indici, entrambi con base 2021 = 100:
- l’indice in valore misura quanto incassano i negozi, a prezzi correnti: contiene sia le quantità vendute sia i loro prezzi;
- l’indice in volume misura la stessa cosa a prezzi costanti: l’ISTAT lo ottiene «depurando» il valore dalle variazioni dei prezzi dei beni venduti, misurate con l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA).
Ecco settembre 2026 confrontato con settembre 2025 (dati grezzi):
| Settore | Valore | Volume | Prezzi impliciti |
|---|---|---|---|
| Alimentari | +1,7% | −0,1% | +1,8% |
| Non alimentari | +1,5% | −0,2% | +1,7% |
| Totale | +1,6% | −0,1% | +1,7% |
| Totale, gennaio-settembre 2026 su gennaio-settembre 2025 | +1,9% | +0,4% | +1,5% |
Fonte: ISTAT, «Commercio al dettaglio — settembre 2026», 05/11/2026, prospetto 1. Prezzi impliciti: (1 + variazione del valore) ÷ (1 + variazione del volume) − 1, calcolo di Metron Journal. Dati provvisori.
La regola è una moltiplicazione: valore = prezzi × volume. Se il valore cresce dell’1,6% e il volume cala dello 0,1%, i prezzi sono saliti di circa l’1,7%: 1,016 ÷ 0,999 ≈ 1,017. Per variazioni piccole basta la sottrazione (1,6 − (−0,1) = 1,7 punti), ma con l’inflazione alta conviene la divisione.
Su un mese, invece, il quadro è quasi fermo: rispetto ad agosto le vendite sono a +0,1% in valore e ferme in volume (dati destagionalizzati). Nel terzo trimestre il calo è di −0,3% in valore e −0,5% in volume rispetto al secondo.
Perché i prezzi dei negozi salgono meno dell’inflazione
A settembre 2026 l’inflazione misurata dall’IPCA era al 4,2%. Le vendite al dettaglio, però, implicano prezzi in crescita dell’1,7%. Il motivo è nel perimetro: l’indagine ISTAT riguarda il commercio al dettaglio al netto dei carburanti, ed esclude i venditori di automobili. Bollette di luce e gas, affitti, ristoranti e gli altri servizi non sono vendite al dettaglio. E a settembre la spinta all’inflazione veniva proprio da lì:
| Voce dei prezzi al consumo, settembre 2026 | Variazione su un anno |
|---|---|
| Indice generale IPCA | +4,2% |
| Energia (IPCA) | +22,6% |
| Servizi (IPCA) | +2,5% |
| Prodotti alimentari, compresi alcol e tabacchi (IPCA) | +1,9% |
| Beni alimentari (NIC) | +1,7% |
| Beni industriali non energetici (IPCA) | +0,6% |
| Per confronto: prezzi impliciti delle vendite al dettaglio | +1,7% |
Fonte: ISTAT, «Prezzi al consumo — dati provvisori ottobre 2026», 30/10/2026, prospetti 3 e 6, colonna di settembre 2026 (dato definitivo). Ultima riga: calcolo di Metron Journal sui dati del comunicato del 05/11/2026.
Per gli alimentari i due numeri si somigliano: i prezzi impliciti nelle vendite crescono dell’1,8%, i beni alimentari del paniere dell’1,7%. Per i non alimentari no: +1,7% contro lo 0,6% dei beni industriali non energetici. I due «panieri» non coincidono: le vendite al dettaglio pesano i prodotti secondo il fatturato dei negozi (per esempio i farmaci valgono l’8,3% delle vendite), l’indice dei prezzi secondo la spesa delle famiglie. Il confronto serve a capire l’ordine di grandezza, non a ricavare un numero dall’altro. Come cambia il conto con i pesi lo abbiamo mostrato in Un +59,5% che pesa meno di un +29,4%.
Dal 2021 a oggi: la forbice
Un mese da solo dice poco. La forbice tra valore e volume si vede bene sugli indici destagionalizzati, che nel 2021 valgono in media 100:
| Settembre 2026, rispetto al 2021 | Valore | Volume | Prezzi impliciti |
|---|---|---|---|
| Alimentari | 117,0 (+17,0%) | 91,8 (−8,2%) | 127,5 (+27,5%) |
| Non alimentari | 108,1 (+8,1%) | 98,2 (−1,8%) | 110,1 (+10,1%) |
| Totale | 111,7 (+11,7%) | 95,6 (−4,4%) | 116,8 (+16,8%) |
Fonte: ISTAT, comunicato del 05/11/2026, tavole 1 e 3 (indici destagionalizzati, base 2021 = 100). Prezzi impliciti = valore ÷ volume × 100, calcolo di Metron Journal.
Per gli alimentari, dunque, la spesa nei negozi è salita del 17% mentre i volumi sono scesi di oltre l’8%: i prezzi impliciti sono cresciuti di più di un quarto. Il grafico mostra quando si è aperta la forbice: le due linee viaggiano insieme fino all’inizio del 2022, poi il valore sale e il volume scende. Come si legge un indice con base 100 lo spieghiamo in Numeri indice e base 100.
Il dettaglio per canale
La stessa scomposizione funziona per forma di vendita. A settembre 2026, su settembre 2025:
| Forma distributiva | Peso nell’indice | Valore | Volume |
|---|---|---|---|
| Grande distribuzione | 46,2% | +1,5% | 0,0% |
| — di cui discount alimentari | 6,5% | +3,3% | +1,4% |
| Imprese su piccole superfici | 45,5% | +0,7% | −1,2% |
| Commercio elettronico | 5,0% | +8,5% | +7,1% |
| Vendite al di fuori dei negozi | 3,3% | +1,3% | −2,5% |
| Totale | 100% | +1,6% | −0,1% |
Fonte: ISTAT, comunicato del 05/11/2026, prospetti 2 e 3 e struttura di ponderazione (base 2021).
Solo il commercio elettronico e i discount crescono anche in volume. I negozi su piccole superfici, che valgono quasi metà dell’indice, incassano un po’ di più ma vendono l’1,2% in meno.
Come è stato misurato
- Chi risponde: un campione di oltre 8.000 imprese del commercio al dettaglio (divisione 47 della classificazione Ateco). Le imprese con almeno 50 addetti ci sono tutte, le altre sono estratte a caso per settore e dimensione.
- Cosa si chiede: l’ammontare delle vendite del mese, per tipo di prodotto. Restano fuori i carburanti e le imprese che vendono soprattutto automobili.
- Dal valore al volume: l’indice in valore è diviso per gli indici dei prezzi IPCA dei beni venduti. Il nostro «prezzi impliciti» rifà il conto all’indietro sui totali: è un’approssimazione, perché l’ISTAT lo fa gruppo di prodotto per gruppo di prodotto.
- Due confronti diversi: le variazioni su un anno sono calcolate sui dati grezzi; quelle su un mese o un trimestre sui dati destagionalizzati, cioè depurati dalle oscillazioni ricorrenti del calendario. Non vanno mescolate.
- Provvisorio: i dati del 2026 sono provvisori. Il mese dopo vengono rivisti con le risposte arrivate in ritardo (per agosto le revisioni del totale sono state nulle). Prossimo dato: 4 dicembre 2026. Cosa cambia tra dato provvisorio e definitivo l’abbiamo spiegato in Comunicato ISTAT: dato provvisorio e definitivo.
Cosa NON dice questo dato
- Non conta i pezzi o i chili. Il volume è un valore a prezzi costanti. Se una famiglia passa a marche o negozi più economici e compra la stessa quantità, spende meno: l’indice dei prezzi, che segue i prezzi degli stessi prodotti, non registra quel risparmio, e il volume misurato può scendere anche se nel carrello c’è la stessa merce.
- Non misura tutti i consumi. Mancano servizi, bollette, carburanti, automobili, ristoranti e viaggi. Un calo del volume delle vendite al dettaglio non è un calo dei consumi delle famiglie.
- Non dice perché si compra meno. Prezzi più alti, redditi, abitudini, spostamento verso altri canali: il dato non separa le cause.
- Non dice che l’online «sostituisce» i negozi. Il commercio elettronico dell’indagine è solo quello delle imprese che vendono soprattutto via internet; le vendite online dei negozi tradizionali finiscono nel loro canale.
- Non è l’inflazione. I prezzi impliciti delle vendite sono un sottoinsieme dei prezzi al consumo, con pesi diversi: per l’inflazione il dato di riferimento resta l’indice dei prezzi. Perché la propria inflazione non coincide con quella del paniere lo spieghiamo in Inflazione: perché il tuo carrello non è il paniere ISTAT.
La regola, in una frase
Davanti a «vendite in crescita», chiedersi sempre se è il valore o il volume: il valore dice quanto si spende, il volume quanto si compra, e la differenza sono i prezzi.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra vendite in valore e in volume?
Il valore misura quanto incassano i negozi a prezzi correnti, quindi contiene sia le quantità sia i prezzi. Il volume misura le vendite a prezzi costanti: l’ISTAT lo ottiene togliendo dal valore l’effetto delle variazioni dei prezzi, misurate con l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA).
Come sono andate le vendite al dettaglio a settembre 2026?
Secondo la stima provvisoria ISTAT del 5 novembre 2026, rispetto a settembre 2025 le vendite al dettaglio crescono dell’1,6% in valore e calano dello 0,1% in volume. Rispetto ad agosto sono a +0,1% in valore e ferme in volume (dati destagionalizzati).
Perché i prezzi impliciti nelle vendite al dettaglio crescono meno dell’inflazione?
Perché le vendite al dettaglio escludono carburanti, bollette e servizi. A settembre 2026 l’inflazione IPCA era al 4,2%, con l’energia a +22,6%; i prezzi impliciti nelle vendite al dettaglio crescono di circa l’1,7%, vicino ai beni alimentari del paniere (+1,7% NIC).
Quanto è cambiata la spesa alimentare nei negozi dal 2021?
A settembre 2026 l’indice destagionalizzato delle vendite alimentari vale 117,0 in valore e 91,8 in volume (base 2021 = 100): si spende il 17,0% in più e si compra l’8,2% in meno. I prezzi impliciti sono cresciuti di circa il 27,5%.
Quando esce il prossimo dato sulle vendite al dettaglio?
L’ISTAT pubblica il dato di ottobre 2026 il 4 dicembre 2026. Gli indici escono circa 38 giorni dopo la fine del mese e il dato più recente viene rivisto il mese successivo.
Fonti
- ISTAT — «Commercio al dettaglio — settembre 2026», comunicato del 05/11/2026: pagina del comunicato · PDF (prospetti 1-3, glossario, nota metodologica) · tavole Excel (tavole 1 e 3)
- ISTAT — «Prezzi al consumo — dati provvisori ottobre 2026», comunicato del 30/10/2026: pagina del comunicato · PDF (prospetti 3 e 6, colonna di settembre 2026)
- Eurostat —
sts_trtu_m, vendite al dettaglio mensili, Italia, esclusi i carburanti, dati destagionalizzati, aggiornamento del 05/11/2026 (serie del grafico): tabella - Elaborazione Metron Journal. Dati scaricabili in CSV: Vendite al dettaglio, valore, volume e prezzi impliciti, settembre 2024 – settembre 2026 (ISTAT) · Serie mensile valore e volume 2019-2026 (Eurostat)




