Bilancia commerciale: perché il saldo totale dice poco se non si separa l’energia
In breve. La bilancia commerciale è la differenza tra ciò che un paese vende e ciò che compra dall’estero in beni. Quella dell’Italia è stata in disavanzo di 31,0 miliardi di euro nel 2022 e in avanzo di 34,5 nel 2023, 54,9 nel 2024 e 50,7 nel 2025 (primo dato pubblicato da ISTAT per ciascun anno). Il saldo totale però somma due saldi di segno opposto: senza energia l’Italia ha chiuso in avanzo in tutti gli anni, anche nel 2022 (+80,3 miliardi); l’energia, invece, è sempre in disavanzo (−111,3 miliardi nel 2022, −46,9 nel 2025). Chi legge solo il totale vede un’inversione di rotta; chi lo scompone vede che il saldo energetico, da solo, è abbastanza grande da cambiare il segno del totale (2022) e che tra il 2022 e il 2023 spiega circa 46,6 dei 68,5 miliardi di miglioramento (confronto fatto con i dati dello stesso comunicato).

Un titolo come «saldo commerciale in avanzo di 8 miliardi» è esatto e incompleto. Qui vediamo che cosa c’è dentro il saldo, perché lo stesso mese può avere due saldi diversi e perché un dato sul commercio estero cambia, a volte molto, dopo la prima pubblicazione. Per il metodo con cui ISTAT rilascia e rivede i dati vale quanto scritto in Come si legge un comunicato ISTAT.
Che cosa misura, e che cosa no
La bilancia commerciale (o saldo commerciale) è la differenza tra le esportazioni e le importazioni di beni. Se le esportazioni superano le importazioni il saldo è un avanzo (segno più); nel caso opposto è un disavanzo (segno meno). I valori sono a prezzi correnti: non sono corretti per l’inflazione.
Le statistiche ISTAT riguardano le merci: tutti i prodotti scambiati con l’estero, esclusi tra l’altro l’oro monetario, il software su misura, i mezzi di pagamento aventi corso legale e i titoli. I servizi (per esempio il turismo) non ci sono: il saldo commerciale non è il saldo complessivo con l’estero.
ISTAT misura separatamente gli scambi con i paesi dell’Unione europea (UE27, rilevati con il sistema Intrastat, basato sulle dichiarazioni delle imprese) e con i paesi extra-UE (rilevati dalle dichiarazioni doganali). Poi li somma.
Il saldo e l’energia: due storie in una cifra
ISTAT pubblica il saldo anche per raggruppamenti principali di industrie (in inglese MIGS, Main Industrial Groupings): beni di consumo, beni strumentali, beni intermedi, energia. Dall’energia e dal resto si ricava la scomposizione che segue. I numeri sono il primo dato annuale pubblicato nel comunicato di dicembre di ciascun anno.
| Periodo | Saldo totale (milioni di euro) | Saldo senza energia | Saldo energia | Deficit energetico in % dell’avanzo senza energia |
|---|---|---|---|---|
| 2022 | −31.011 | +80.267 | −111.278 | 138,6% |
| 2023 | +34.460 | +98.800 | −64.339 | 65,1% |
| 2024 | +54.923 | +104.478 | −49.555 | 47,4% |
| 2025 | +50.746 | +97.685 | −46.939 | 48,1% |
| gen.-ago. 2026 (provvisorio) | +34.656 | +72.057 | −37.402 | 51,9% |
Fonte: ISTAT, «Commercio con l’estero e prezzi all’import», Tabella 2, comunicati di dicembre 2022 (16/02/2023), dicembre 2023 (15/02/2024), dicembre 2024 (17/02/2025), dicembre 2025 (17/02/2026) e agosto 2026 (16/10/2026). L’ultima colonna è un calcolo di Metron Journal (deficit energetico ÷ avanzo senza energia). Per arrotondamento, saldo senza energia più saldo energia può differire di 1 milione dal totale. Dati scaricabili in CSV in fondo alla pagina.
Tre letture, tutte descrittive:
- Il 2022 è il solo anno in disavanzo tra quelli in tabella, e il disavanzo è tutto energia. Senza energia l’Italia aveva un avanzo di 80,3 miliardi; l’energia importata (al netto di quella esportata) pesava 111,3. Il totale è la differenza: −31,0.
- Dal 2022 al 2023 il saldo totale migliora di 68,5 miliardi. Il confronto va fatto con i numeri dello stesso comunicato (quello di febbraio 2024), dove il 2022 è già rivisto: −34.054 milioni di saldo totale e +76.854 senza energia, contro +34.460 e +98.800 del 2023. Il miglioramento senza energia è di 21,9 miliardi (+28,6%); il resto, 46,6 miliardi (il 68,0%, per differenza), è il minor deficit energetico, da circa −110,9 a −64,3 miliardi.
- Dal 2024 il deficit energetico resta intorno a metà dell’avanzo senza energia (47,4%, 48,1%, 51,9% nei primi otto mesi del 2026). Tra il 2024 e il 2025 il verso della variazione del totale dipende dalla versione dei dati: sul primo dato del 2024 (+54.923) il 2025 (+50.746) è in calo di 4.177 milioni; sul 2024 rivisto da ISTAT (+48.287, vedi sotto) è in aumento di 2.459 milioni.
Quanto pesa l’energia, in quota. Nel comunicato di dicembre 2025 l’energia vale il 2,8% delle esportazioni e il 12,5% delle importazioni (quote calcolate da ISTAT sul commercio totale 2024). Nel comunicato di agosto 2026 le quote sono 2,5% e 10,6% (calcolate sul totale 2025). Nei primi otto mesi del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, le importazioni di energia sono salite del 17,0% e le esportazioni di energia del 25,1%, contro un +4,8% delle importazioni totali (nel solo mese di agosto le importazioni di energia sono cresciute del 51,6%).
Valore, prezzi, quantità: il +9,7% che non è un +9,7% di merci
Le esportazioni e le importazioni sono pubblicate in euro correnti, quindi un aumento può venire da più merci vendute o da prezzi più alti. ISTAT pubblica anche indici di valore unitario (prezzo medio per unità di prodotto) e di volume (quantità), che permettono di separarli.
| Confronto con lo stesso periodo del 2025 | Valore | Valori unitari (prezzi) | Volumi (quantità) |
|---|---|---|---|
| Esportazioni, agosto 2026 | +9,0% | +7,0% | +1,9% |
| Importazioni, agosto 2026 | +9,7% | +12,3% | −2,4% |
| Esportazioni, gen.-ago. 2026 | +5,0% | +4,5% | +0,5% |
| Importazioni, gen.-ago. 2026 | +4,8% | +4,2% | +0,6% |
Fonte: ISTAT, comunicato del 16/10/2026, Tabelle 1 e 4 (indici a base 2021=100, dati provvisori). Il valore è il prodotto di prezzi e quantità: per le esportazioni di agosto (1 + 7,0%) × (1 + 1,9%) − 1 = +9,0%; per le importazioni (1 + 12,3%) × (1 − 2,4%) − 1 = +9,6%, contro il +9,7% del valore (il decimo di differenza viene dagli arrotondamenti). Controllo di Metron Journal. Come si ragiona su variazioni e indici: Numeri indice e base 100.
Ad agosto 2026, quindi, le importazioni sono cresciute del 9,7% in valore ma le quantità sono calate (−2,4%): ciò che è aumentato è il prezzo medio (+12,3%). Anche per le esportazioni (+9,0%) la parte più grande della crescita è nei prezzi (+7,0%), non nelle quantità (+1,9%). Negli otto mesi la crescita in valore è fatta soprattutto di prezzi, con quantità quasi ferme (+0,5% e +0,6%). Lo stesso titolo, «import in crescita del 9,7%», può nascondere volumi in calo.
Lo stesso mese, due saldi: grezzo e destagionalizzato
ISTAT pubblica ogni dato in due versioni. Quella grezza è il valore effettivamente registrato nel mese. Quella destagionalizzata toglie gli effetti stagionali (con la procedura statistica TRAMO-SEATS) per rendere confrontabili mesi diversi: è quella su cui ISTAT calcola le variazioni da un mese al precedente.
| Agosto 2026 (milioni di euro) | Dato grezzo | Dato destagionalizzato |
|---|---|---|
| Esportazioni | 42.089 | 56.448 |
| Importazioni | 40.316 | 51.693 |
| Saldo | +1.773 | +4.755 |
Fonte: ISTAT, comunicato del 16/10/2026, Tabella 1. Variazioni di agosto rispetto a luglio, sui dati destagionalizzati: esportazioni −1,5%, importazioni −1,6%. Rispetto ad agosto 2025, sui dati grezzi: esportazioni +9,0%, importazioni +9,7%.
Il saldo di agosto è «+1,8 miliardi» o «+4,8 miliardi» a seconda della versione: entrambi giusti, perché rispondono a domande diverse (quanto è entrato e uscito nel mese, oppure come va al netto degli effetti stagionali). Un titolo che non dice quale dei due usa non è verificabile.
I dati cambiano dopo la prima pubblicazione
ISTAT pubblica i dati sul commercio estero circa 45 giorni dopo il mese di riferimento. Al primo rilascio sono provvisori; la prima revisione arriva il mese successivo; i dati sono consolidati a novembre dell’anno seguente. Il caso del 2024 mostra quanto può contare:
- nel comunicato del 17/02/2025 il saldo del 2024 era +54.923 milioni di euro;
- nel comunicato del 17/02/2026 ISTAT indica per il 2024 un saldo di +48.287 milioni.
La differenza è di 6.636 milioni (−12,1% rispetto al primo dato). Non è un errore di uno dei due comunicati: è una revisione, e va messa in conto prima di confrontare cifre uscite in momenti diversi (per questo la nostra tabella dice «primo dato pubblicato»). Anche il 2022 è stato rivisto: da −31.011 milioni (comunicato del 16/02/2023) a −34.054 (quello del 15/02/2024), e da +80.267 a +76.854 senza energia. Anche il 2023 è stato rivisto: +34.460 milioni nel comunicato del 15/02/2024 (+98.800 senza energia), +34.011 milioni in quello del 17/02/2025 (+99.148 senza energia). Si aggiunge una modifica di metodo: dal gennaio 2026 ISTAT stima le importazioni intra-UE degli operatori non tenuti a rispondere all’indagine Intrastat con i dati di esportazione che gli altri paesi UE trasmettono e con i dati delle fatture dell’Agenzia delle Entrate (nota informativa ISTAT del 20/03/2026). Non abbiamo quantificato l’effetto sui confronti con gli anni precedenti. Le revisioni toccano anche i mesi recenti: nel comunicato di agosto 2026 ISTAT ha già rivisto le variazioni annue di luglio 2026, di +0,1 punti percentuali per le esportazioni e di +0,2 punti per le importazioni (Tabella 6).
Cosa NON dice questa pagina
- Non dice che un avanzo sia «buono» e un disavanzo «cattivo». Il saldo commerciale descrive un flusso di merci; da solo non misura la salute dell’economia.
- Non dice perché l’energia pesi così. Mostra quanto vale il saldo energetico, non ne ricostruisce le cause, e le variazioni tra anni non sono spiegazioni.
- Non dice nulla sui servizi. Il turismo, i trasporti e gli altri servizi non sono nel saldo delle merci.
- Non dice quale sia la versione definitiva dei saldi. Sono i primi dati pubblicati; ISTAT ne ha poi rivisti almeno tre (2022, 2023 e 2024), e noi non abbiamo riletto le versioni consolidate.
- Non dice che cosa accadrà. I dati del 2026 sono provvisori: quelli di agosto (comunicato del 16/10/2026) saranno rivisti con il comunicato del mese successivo, quindi il «dato più recente» di questa pagina può essere già superato quando la leggete.
Tre domande da fare a un titolo sul commercio estero
- Saldo totale o senza energia? Se non lo dice, il segno può essere l’effetto di un solo comparto.
- Dato grezzo o destagionalizzato? Primo dato o rivisto? I due saldi di agosto 2026 vanno da +1,8 a +4,8 miliardi; il saldo del 2024 da +54,9 a +48,3.
- Valore, prezzi o quantità? «+9,7% in valore» ad agosto 2026 è «+12,3% di prezzi e −2,4% di quantità» per le importazioni.
Come è stato misurato
I dati sono quelli del comunicato mensile ISTAT «Commercio con l’estero e prezzi all’import», basato su dati doganali (scambi extra-UE) e sul sistema Intrastat (scambi con la UE27), con valori monetari a prezzi correnti. Il 08/10/2026 abbiamo letto i comunicati di dicembre 2022, 2023, 2024 e 2025 e quello di luglio 2026; il 18/10/2026 abbiamo aggiornato i dati del 2026 con il comunicato di agosto 2026 (16/10/2026). Le somme e le variazioni tra anni, il rapporto tra deficit energetico e avanzo senza energia, la differenza tra le due versioni del saldo 2024 e il controllo valore = prezzi × quantità sono calcoli di Metron Journal, rifacibili con i dati del CSV scaricabile.
Domande frequenti
Che cos’è la bilancia commerciale?
È la differenza tra le esportazioni e le importazioni di beni di un paese in un dato periodo, a prezzi correnti. Se le esportazioni superano le importazioni è un avanzo, altrimenti un disavanzo. I servizi non sono compresi.
Qual è stato il saldo commerciale dell’Italia nel 2025?
Un avanzo di 50.746 milioni di euro (primo dato ISTAT, comunicato del 17/02/2026), di cui +97.685 milioni senza energia e −46.939 milioni di saldo energetico.
Perché si parla di saldo «senza energia»?
Perché il saldo energetico è molto negativo e può spostare il segno del totale: nel 2022 il totale era −31.011 milioni, ma senza energia c’era un avanzo di 80.267 milioni.
Che differenza c’è tra saldo grezzo e destagionalizzato?
Il dato grezzo è quello registrato nel mese; il destagionalizzato toglie gli effetti stagionali. Ad agosto 2026 il saldo era +1.773 milioni (grezzo) e +4.755 milioni (destagionalizzato).
I dati sul commercio estero vengono rivisti?
Sì. Sono provvisori alla prima pubblicazione, rivisti il mese dopo e consolidati a novembre dell’anno successivo. Il saldo del 2024 è passato da +54.923 milioni (febbraio 2025) a +48.287 milioni (febbraio 2026), quello del 2023 da +34.460 a +34.011 milioni (febbraio 2024 e febbraio 2025) e quello del 2022 da −31.011 a −34.054 milioni (febbraio 2023 e febbraio 2024).
Fonti
- ISTAT — Commercio con l’estero e prezzi all’import, agosto 2026 (16/10/2026): istat.it, Foreign-trade-and-Import-prices_August2026.pdf
- ISTAT — Commercio con l’estero e prezzi all’import, luglio 2026 (15/09/2026), per la nota metodologica: istat.it, Foreign-trade-and-Import-prices_July2026.pdf
- ISTAT — Commercio con l’estero e prezzi all’import, dicembre 2025 (17/02/2026): istat.it, Foreign-trade-and-Import-prices_December2025.pdf
- ISTAT — Commercio con l’estero e prezzi all’import, dicembre 2024 (17/02/2025): istat.it, Foreign-trade-and-Import-prices_December2024.pdf
- ISTAT — Commercio con l’estero e prezzi all’import, dicembre 2023 (15/02/2024): istat.it, Foreign-trade-and-Import-prices-December2023.pdf
- ISTAT — Commercio con l’estero e prezzi all’import, dicembre 2022 (16/02/2023): istat.it, Foreign-trade-and-Import-prices_December2022.pdf
- Elaborazione Metron Journal. Dati scaricabili in CSV: Italia: saldo commerciale totale, con e senza energia, 2022-2026




