Grafico a due linee, Italia 1960-2025. I nati vivi scendono da 1.016.120 nel 1964 a 355.435 nel 2025; i decessi salgono da 480.932 nel 1960 a 651.830 nel 2025. Le due linee si incrociano nel 1993: 549.484 nati, 549.974 decessi.

Inverno demografico: tre misure diverse sotto una metafora

In breve. Nel 2025 in Italia sono nati 355.435 bambini e sono morte 651.830 persone: 296.395 in meno per variazione naturale (−5,0 per mille abitanti). Eppure la popolazione è rimasta quasi ferma: −636 persone, perché il saldo migratorio (con la rettifica statistica) è stato di +295.759. «Inverno demografico» può voler dire la prima cosa, la seconda o un’altra ancora: non è un indicatore, e usarlo senza dire quale numero si intende porta a conclusioni diverse dagli stessi dati.

Grafico a due linee, Italia 1960-2025. I nati vivi scendono da 1.016.120 nel 1964 a 355.435 nel 2025; i decessi salgono da 480.932 nel 1960 a 651.830 nel 2025. Le due linee si incrociano nel 1993: 549.484 nati, 549.974 decessi.
Nati vivi e decessi in Italia, 1960-2025. Fonte: Eurostat, demo_gind (2025 provvisorio) · elaborazione Metron Journal.

Nelle tabelle demografiche di Eurostat ci sono 28 indicatori di sintesi (demo_gind): nessuno si chiama «inverno demografico». È una metafora, e come ogni metafora si può tradurre in numeri in più modi. Qui ne scegliamo tre, li misuriamo per l’Italia e per i 27 paesi dell’Unione europea, e vediamo dove danno risposte diverse.

Tre misure per una parola

Che cosa si intende Misura Italia UE-27
Si fanno pochi figli Tasso di fecondità totale (figli per donna; 2024). Il livello di sostituzione, in cui una generazione rimpiazza sé stessa, è circa 2,1 1,18 1,34
Nascono meno persone di quante ne muoiano Variazione naturale (nati vivi meno decessi; 2025) −296.395 (−5,0‰) −1.352.705 (−3,0‰)
La popolazione cala Variazione totale (variazione naturale più saldo migratorio con rettifica statistica; 2025) −636 (0,0‰) +705.756 (+1,6‰)

Fonte: Eurostat, demo_gind (2025, dati provvisori) e demo_find (2024), tabelle aggiornate il 30/09/2026 e lette via API il 06/10/2026; livello di sostituzione: Eurostat, «Fertility statistics» (Statistics Explained). Tassi per mille abitanti come pubblicati da Eurostat.

La stessa Italia, nello stesso anno, è in «inverno» secondo le prime due righe e quasi ferma secondo la terza. Nell’UE-27 nel suo insieme la popolazione cresce, pur con 1,35 milioni di decessi in più rispetto alle nascite. Nessuna riga è «quella giusta»: dipende dalla domanda.

Misura 1 — la fecondità

Il tasso di fecondità totale (TFT) somma i tassi di fecondità per età di un anno: dice quanti figli avrebbe in media una donna se vivesse tutta la vita con i tassi di quell’anno. In Italia era 1,18 nel 2024, nell’UE-27 1,34 (Eurostat). Il valore del 2025 non è ancora nelle tabelle. Per capire che cosa misura il TFT e perché «1,2» non dice tutto, vedi Natalità e fecondità.

Il TFT è l’unica delle tre misure che non dipende da quanti anziani ci sono: guarda solo le nascite rispetto alle donne in età fertile. Ed è per questo che da solo non basta a dire se «la popolazione cala».

Misura 2 — nati meno morti

La variazione naturale è una sottrazione: nati vivi meno decessi. Per l’Italia, nel 2025: 355.435 − 651.830 = −296.395. Ogni 100 decessi ci sono stati 54,5 nati (calcolo nostro: 355.435 ÷ 651.830); nell’UE-27 71,9 (3.459.677 ÷ 4.812.382).

Italia Nati vivi Decessi Variazione naturale Saldo migratorio + rettifica Variazione totale
1964 1.016.120 490.050 +526.070 −63.170 +462.900
1993 549.484 549.974 −490 +21.632 +21.142
2008 576.659 585.126 −8.467 +427.290 +418.823
2015 485.780 647.571 −161.791 +30.006 −131.785
2024 369.944 653.109 −283.165 +255.399 −27.766
2025 355.435 651.830 −296.395 +295.759 −636

Fonte: Eurostat, demo_gind, via API il 06/10/2026 (serie 1960-2025 completa nel CSV; 2025 provvisorio). Il saldo migratorio di Eurostat comprende una rettifica statistica. Le righe sono anni scelti da noi: la serie intera è nel CSV.

Il 1993 è il primo anno della serie in cui i decessi superano le nascite (549.974 contro 549.484, cioè 490 in più). Da allora la variazione naturale è negativa in 31 anni su 33: le uniche eccezioni sono il 2004 (+15.941) e il 2006 (+2.118), calcolo nostro sulla serie. Le nascite del 2025 sono il 35% di quelle del 1964, il massimo della serie 1960-2025: −65% (355.435 ÷ 1.016.120 = 0,35). I decessi sono invece aumentati, da 480.932 nel 1960 a 651.830 nel 2025 (+36%).

Misura 3 — la popolazione totale

La popolazione cambia per due motivi: nascite e morti (variazione naturale) e chi arriva o parte (saldo migratorio). Nella tabella sopra la quarta colonna sposta il risultato: nel 2008 l’Italia aveva un saldo naturale di −8.467 ma una crescita di +418.823; nel 2025 −296.395 e +295.759 quasi si annullano, e restano −636. Per come si conta la popolazione e perché i numeri cambiano tra fonti, vedi Quanti siamo davvero.

Una nota di metodo: Eurostat pubblica il saldo migratorio insieme a una rettifica statistica, cioè la parte di variazione che non si spiega con nascite, decessi e movimenti registrati. Non è un conteggio di arrivi. Per questo qui lo chiamiamo «saldo migratorio più rettifica» e non «immigrati».

Il confronto europeo: dove le misure divergono

Nel 2025, su 27 paesi, 21 hanno più decessi che nascite e 6 (Danimarca, Irlanda, Cipro, Lussemburgo, Malta, Svezia) no. Ma solo 11 hanno una popolazione totale in calo: 10 paesi hanno variazione naturale negativa e popolazione che cresce o resta ferma (Belgio, Cechia, Spagna, Francia, Croazia, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia, Finlandia: conteggi nostri sulla variazione totale non negativa).

2025 (fecondità: 2024) Variazione naturale (‰) Variazione totale (‰) Fecondità (figli per donna)
Italia −5,0 0,0 1,18
Germania −4,2 −1,3 1,36
Francia −0,1 +3,3 1,61
Spagna −2,5 +9,4 1,10
Polonia −4,6 −4,5 1,14
Bulgaria −7,7 −2,2 1,72
Irlanda +3,4 +12,8 1,47
Svezia +0,5 +1,7 1,43
UE-27 −3,0 +1,6 1,34

Fonte: Eurostat, demo_gind (2025, provvisorio per alcuni paesi, tra cui Italia e UE-27) e demo_find (2024), via API il 06/10/2026. Tutti i 27 paesi nel CSV.

Tre cose si leggono dalla tabella, e nessuna è una spiegazione.

La fecondità non ordina i paesi come la variazione naturale. La Bulgaria ha il TFT più alto dell’UE-27 (1,72 nel 2024) e la variazione naturale più bassa (−7,7‰, a pari merito con la Lettonia). La Spagna ha un TFT più basso di quello italiano (1,10) e una variazione naturale meno negativa (−2,5‰). Il motivo non sta nei dati che mostriamo qui: la variazione naturale dipende anche dai decessi, e quindi da quante persone anziane ci sono. Non è una misura della fecondità, e non va letta come tale. Per l’età media e l’indice di vecchiaia, vedi Età media e indice di vecchiaia.

Lo stesso saldo naturale può accompagnarsi a esiti opposti sulla popolazione totale. La Spagna ha −121.094 di variazione naturale e +461.802 di variazione totale; la Germania −352.347 e −110.023; la Polonia −167.483 e −164.730.

L’Italia è tra i paesi con la variazione naturale più bassa, non l’unica. Ci sono sei paesi con un valore più basso (Bulgaria e Lettonia −7,7‰, Lituania −6,9‰, Romania −5,5‰, Ungheria −5,4‰, Grecia −5,3‰): l’Italia è settima, su 27. In valore assoluto, la Germania ha un deficit naturale più grande (−352.347 contro −296.395).

Cosa NON dice questa pagina

Non dice che cosa succederà. Sono dati osservati fino al 2025; non sono proiezioni. Sulle previsioni demografiche ufficiali e sul loro uso torneremo in un pezzo dedicato.

Non dice perché. Non attribuiamo il calo delle nascite, l’aumento dei decessi o il saldo migratorio a nessuna causa: queste tabelle non lo permettono.

Non misura la fecondità «vera» di una generazione. Il TFT è un indicatore di periodo: riassume i tassi di un anno, non la storia riproduttiva di donne nate nello stesso anno.

Non confronta anni diversi come se fossero uno solo. La fecondità è del 2024, i flussi del 2025; i dati 2025 di Italia e UE-27 sono contrassegnati da Eurostat come provvisori e possono essere rivisti.

Non dice se un valore sia «troppo basso». Il livello di sostituzione (circa 2,1) è una soglia di riferimento che Eurostat dà per i paesi sviluppati, non un obiettivo né un giudizio.

Non usa cifre arrotondate come se fossero esatte. I tassi per mille di Eurostat hanno un decimale: due paesi a pari valore possono differire nei valori non arrotondati.

La regola, in una frase

Prima di scrivere «inverno demografico», diciamo quale numero intendiamo: figli per donna, nati meno morti, o popolazione totale. E per quale anno.

Come è stato misurato

Nati vivi, decessi, variazione naturale, saldo migratorio con rettifica statistica e variazione totale sono gli indicatori annuali di Eurostat demo_gind («Demographic balance and crude rates at national level»), per l’anno solare; la variazione naturale è nati vivi meno decessi. Il tasso di fecondità totale è demo_find (indicatore TOTFERRT). Le tabelle sono state interrogate via API il 06/10/2026 e risultano aggiornate da Eurostat il 30/09/2026. Il conteggio dei paesi per segno della variazione, i nati ogni 100 decessi, la variazione percentuale 1964→2025 e il numero di anni con variazione naturale negativa sono calcoli di Metron Journal, rifacibili con i dati dei CSV scaricabili.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire «inverno demografico»?

È una metafora, non un indicatore: non esiste una voce con questo nome nelle tabelle Eurostat sugli indicatori demografici. Si può misurare in tre modi: la fecondità (figli per donna), la variazione naturale (nati meno morti) o la variazione totale della popolazione.

Quante nascite e quanti decessi ci sono stati in Italia nel 2025?

355.435 nati vivi e 651.830 decessi, quindi una variazione naturale di −296.395 (Eurostat, dato provvisorio).

Dal 1993 l’Italia perde popolazione ogni anno?

No. Dal 1993 i decessi superano le nascite in 31 anni su 33, ma la popolazione totale dipende anche dal saldo migratorio: nel 2025 la variazione totale è −636.

L’Italia è l’unico paese europeo con più morti che nascite?

No: nel 2025 sono 21 su 27 i paesi dell’UE con variazione naturale negativa. L’Italia, con −5,0 per mille, è la settima più bassa.

Quanto vale il livello di sostituzione della fecondità?

Circa 2,1 figli per donna nei paesi sviluppati (Eurostat). Nel 2024 il TFT era 1,18 in Italia e 1,34 nell’UE-27.

Fonti