L’Italia nel confronto europeo: quanto è diseguale davvero
In breve. «L’Italia è tra i paesi più diseguali d’Europa.» Vero, ma meno — e in modo più interessante — di come suona. Nei dati Eurostat 2025, che coprono i 27 paesi dell’Unione europea (i paesi europei fuori dalla UE, come Svizzera, Norvegia o Regno Unito, restano fuori da queste classifiche), l’Italia è 6ª su 27 per indice di Gini (31,0, contro il 29,2 dell’aggregato UE-27), 6ª per rapporto S80/S20 e 7ª per quota di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale. Sempre fra le prime sette posizioni su ventisette, mai sul podio. E la classifica cambia col metro: Cipro è 5ª per Gini ma 21ª per rischio di povertà o esclusione, la Romania 19ª per Gini ma 3ª per esclusione. Prima di citare una classifica della disuguaglianza, bisogna sapere quale — ecco la tabella completa dei 27, e le istruzioni per leggerla.

Quando un giornale scrive che l’Italia è «tra i paesi più diseguali d’Europa», di solito non dice tre cose: con quale indicatore, di quale anno e rispetto a quale insieme di paesi — qui, come in quasi tutte le classifiche che circolano, i 27 membri dell’Unione europea, non l’Europa geografica. Non sono dettagli. La disuguaglianza non è una quantità unica che si possa misurare col metro da sarta: è una famiglia di fenomeni — quanto è dispersa l’intera distribuzione dei redditi, quanto distano le code, quante persone stanno sotto una soglia — e ogni indicatore ne fotografa uno. Questo magazine porta il nome di Corrado Gini, l’uomo dell’indice più citato della famiglia: il posto giusto per mettere in fila i numeri veri, tutti e ventisette i paesi, e vedere cosa dicono e cosa no.
Tre indicatori, tre domande diverse
I tre indicatori che Eurostat pubblica ogni anno dall’indagine EU-SILC rispondono a tre domande distinte.
L’indice di Gini misura quanto l’intera distribuzione dei redditi si allontana dalla perfetta uguaglianza: 0 se tutti hanno lo stesso reddito, 100 se uno ha tutto. È sensibile soprattutto a ciò che accade al centro della distribuzione, come raccontiamo nel pezzo dedicato all’indice.
Il rapporto S80/S20 confronta le code: quante volte il reddito totale del 20% più ricco contiene quello del 20% più povero. Ignora tutto ciò che sta in mezzo — è il suo limite e la sua forza, come spieghiamo in «Oltre l’indice di Gini».
L’AROPE (at risk of poverty or social exclusion) non misura la forma della distribuzione ma conta le persone: la quota di popolazione che è a rischio di povertà (reddito sotto il 60% della mediana nazionale), oppure in grave deprivazione materiale e sociale, oppure in famiglie a bassissima intensità di lavoro. Basta una delle tre condizioni. È l’indicatore ufficiale degli obiettivi europei 2030.
I primi due guardano solo il reddito; il terzo mette insieme reddito, deprivazione materiale e sociale (ciò che una famiglia non può permettersi) e intensità di lavoro. Per questo — lo si vedrà — possono ordinare gli stessi 27 paesi in modi diversi.
La fotografia del 2025: la tabella dei 27
Ecco i tre indicatori per tutti i paesi UE, anno di rilevazione 2025, ordinati per indice di Gini. I valori monetari (Gini e S80/S20) si riferiscono ai redditi del 2024: l’etichetta d’anno di Eurostat indica l’anno d’indagine, non l’anno del reddito — una trappola che abbiamo già raccontato a proposito delle serie italiane.
| Paese | Gini | S80/S20 | AROPE (%) |
|---|---|---|---|
| Bulgaria | 37,7 | 6,94 | 29,0 |
| Lettonia | 35,6 | 6,68 | 24,7 |
| Lituania* | 35,5 | 6,54 | 26,3 |
| Grecia | 31,6 | 5,17 | 27,5 |
| Cipro | 31,2 | 4,60 | 17,1 |
| Italia | 31,0 | 5,13 | 22,6 |
| Estonia | 30,9 | 5,07 | 21,8 |
| Portogallo | 30,9 | 4,86 | 18,6 |
| Spagna | 30,8 | 5,24 | 25,7 |
| Lussemburgo** | 30,5 | 4,60 | 18,2 |
| Francia | 30,4 | 4,74 | 20,8 |
| Germania | 30,1 | 4,68 | 21,2 |
| Ungheria | 29,5 | 4,68 | 19,5 |
| Malta | 29,2 | 4,49 | 19,4 |
| Svezia | 28,6 | 4,58 | 18,6 |
| Croazia | 28,5 | 4,78 | 20,7 |
| Danimarca | 28,2 | 4,12 | 17,9 |
| Austria | 27,4 | 4,25 | 18,6 |
| Romania | 27,3 | 4,37 | 27,4 |
| Irlanda | 27,2 | 3,89 | 18,8 |
| Finlandia | 27,1 | 3,93 | 17,2 |
| Paesi Bassi | 25,9 | 3,76 | 15,8 |
| Polonia | 24,9 | 3,63 | 15,0 |
| Slovenia | 24,6 | 3,55 | 15,5 |
| Cechia | 24,0 | 3,34 | 11,5 |
| Belgio | 23,4 | 3,25 | 16,5 |
| Slovacchia | 23,0 | 3,27 | 16,7 |
| UE-27 (aggregato) | 29,2 | 4,62 | 20,9 |
* Dato provvisorio (flag Eurostat p). ** Break nella serie (flag b).
La tabella completa, con i codici delle tabelle Eurostat e i flag, è scaricabile in CSV.
Dove sta l’Italia: in alto, mai sul podio
Le tre classifiche dicono la stessa cosa in tre gradazioni: l’Italia è 6ª per Gini (31,0), 6ª per S80/S20 (5,13), 7ª per AROPE (22,6%). Sopra il valore dell’aggregato UE-27 in tutti e tre i casi — di +1,8 punti di Gini (+6,2%), di +0,51 nel rapporto S80/S20 (+11,0%), di +1,7 punti di AROPE (+8,1%); l’aggregato è il dato che Eurostat calcola sull’Unione nel suo complesso, non la media aritmetica dei 27 valori nazionali — ma sempre dietro la Bulgaria, che guida tutte e tre le classifiche, e dietro Lettonia e Lituania per gli indicatori monetari (l’Estonia, terza repubblica baltica, sta invece appena sotto l’Italia).
Quindi: «tra i più diseguali» sì, se si intende le prime sette posizioni su ventisette; «la più diseguale», o «sul podio», no, con nessuno dei tre metri. In termini percentuali lo scostamento maggiore dall’aggregato è quello dell’S80/S20 (+11,0%) — ma i tre indicatori hanno scale e significati diversi, e i tre scostamenti non vanno confrontati fra loro come se misurassero la stessa cosa. Il quadro interno — chi guadagna cosa, dove, con quali divari — l’abbiamo messo in fila ne «La disuguaglianza in Italia, in numeri».
La classifica cambia col metro (ed è un’informazione, non un difetto)
I casi più istruttivi della tabella sono i paesi che cambiano posto a seconda dell’indicatore.
Cipro è 5ª per Gini (31,2, sopra l’Italia) ma 21ª per AROPE (17,1%, ben sotto il 20,9% dell’aggregato UE-27): redditi piuttosto dispersi, ma relativamente poche persone sotto le soglie di povertà, deprivazione o esclusione dal lavoro.
La Romania è l’immagine speculare: 19ª per Gini (27,3, sotto il valore UE-27) ma 3ª per AROPE (27,4%). La dispersione dei redditi monetari, nei dati EU-SILC, è scesa molto — il Gini rumeno era 34,8 nel 2019 — ma più di un rumeno su quattro resta a rischio di povertà o esclusione. L’AROPE guarda anche a dimensioni che il Gini non vede: la grave deprivazione materiale e sociale, ad esempio, riguarda in Romania il 16,8% delle persone, contro il 5,2% in Italia (Eurostat, ilc_mdsd11, 2025). Il dato aggregato, da solo, non dice quanto pesi ciascuna delle tre componenti — ma basta a mostrare che disuguaglianza monetaria ed esclusione possono muoversi separatamente.
Non è una contraddizione: sono domande diverse che ricevono risposte diverse. Chi cita una sola classifica sta scegliendo — magari senza saperlo — quale domanda porre.
Attenzione ai decimi: la 6ª posizione non è un fatto robusto
Attorno all’Italia la classifica del Gini è affollata: Estonia e Portogallo a 30,9, la Spagna a 30,8 — distacchi di uno o due decimi di punto. EU-SILC è un’indagine campionaria, non un censimento, e i valori pubblicati sono stime, soggette a variabilità di campionamento; Eurostat non riporta, accanto a queste tabelle, il margine d’errore delle singole cifre. La conseguenza prudente è che un distacco di uno o due decimi non è una base solida per dichiarare un paese «più diseguale» di un altro: l’ordine fra paesi così appaiati può rovesciarsi da un’edizione all’altra senza che sia cambiato nulla di sostanziale. La lettura onesta non è «l’Italia è 6ª e la Spagna 9ª», ma: l’Italia sta in un gruppo di testa mediterraneo-baltico staccato dal valore UE-27, insieme a Grecia, Spagna, Portogallo e ai tre baltici, con la Bulgaria più in alto di tutti. Le posizioni puntuali sono un modo comodo di raccontare la tabella, non un dato in sé.
Vale anche per i flag: il dato lituano 2025 è provvisorio e quello lussemburghese ha una rottura di serie — altre due ragioni per non prendere le posizioni al decimale come una graduatoria ufficiale.

Dieci anni di avvicinamento (soprattutto su un fronte)
Le serie 2015-2025 mostrano due convergenze di passo diverso.
| Anno | Gini Italia | Gini UE-27 | AROPE Italia (%) | AROPE UE-27 (%) |
|---|---|---|---|---|
| 2015 | 32,4 | 30,8 | 28,4 | 24,0 |
| 2017 | 32,7 | 30,3 | 25,9 | 22,4 |
| 2019 | 32,8 | 30,1 | 24,6 | 21,1 |
| 2021 | 32,9 | 30,2 | 25,2 | 21,7 |
| 2023 | 31,5 | 29,6 | 22,8 | 21,3 |
| 2025 | 31,0 | 29,2 | 22,6 | 20,9 |
Sul Gini l’Italia e la UE scendono più o meno in parallelo: lo scarto oscilla fra +1,6 e +3,1 punti per tutto il decennio, ed è +1,8 nel 2025 — nessun avvicinamento netto. Sull’AROPE, invece, l’Italia scende molto più in fretta dell’aggregato: da 28,4% a 22,6% (−5,8 punti) contro un calo UE-27 da 24,0% a 20,9% (−3,1). Lo scarto passa da +4,4 a +1,7 punti: più che dimezzato in dieci anni.
Una regolarità del genere invita a cercare cause — mercato del lavoro, trasferimenti, composizione delle famiglie — ma i dati di questa tabella, da soli, non le identificano: registrano il cosa, non il perché. Lo diciamo perché è la stessa cautela che chiediamo agli altri quando correlazione e causazione si confondono. Da notare anche che l’AROPE qui è sempre nella definizione 2021, ricalcolata da Eurostat all’indietro: la serie è internamente coerente, ma non va confrontata con i valori usciti sui giornali prima del 2021 con la definizione precedente.
Come è stato misurato
Tutti i dati vengono dall’indagine EU-SILC (European Union Statistics on Income and Living Conditions), coordinata da Eurostat e condotta in Italia dall’ISTAT, con definizioni armonizzate fra paesi: è ciò che rende il confronto legittimo, dove un confronto fra statistiche nazionali non armonizzate non lo sarebbe. Il reddito è il disponibile equivalente: dopo tasse e trasferimenti, corretto per la dimensione familiare. Tre avvertenze di lettura: l’etichetta 2025 indica l’anno d’indagine, e per gli indicatori monetari i redditi sono quelli del 2024; i dati 2025 di Lituania (provvisorio) e Lussemburgo (break di serie) portano i flag Eurostat indicati in tabella; ed essendo un’indagine campionaria, i decimali non sono oro colato — vedi sopra.
E una avvertenza di perimetro: qui si parla di redditi. La disuguaglianza di ricchezza — i patrimoni — è un’altra grandezza, molto più concentrata, e cambia anche le classifiche: ne abbiamo scritto in «Reddito o ricchezza».
Cosa NON dice questa tabella
Non parla dell’Europa intera, ma dei 27 paesi UE: Svizzera, Norvegia, Regno Unito e gli altri paesi europei non membri restano fuori. Non dice che l’Italia sia il paese più diseguale dell’Unione: nessuno dei tre indicatori la mette sul podio. Non dice quale posizione precisa occupi: i distacchi di uno-due decimi non separano davvero due paesi. Non dice perché lo scarto AROPE con la UE si sia dimezzato: la serie registra la convergenza, non la spiega. Non misura la ricchezza, i patrimoni, né la disuguaglianza «percepita». E non permette confronti col passato remoto: la definizione AROPE è quella del 2021, e i valori monetari fotografano sempre i redditi dell’anno precedente all’etichetta.
La regola, in una frase
Prima di citare una classifica europea della disuguaglianza, chiedersi: quale indicatore, di quale anno, con quale margine? Se la fonte non lo dice, la classifica non è un dato: è un titolo.
Domande frequenti
L’Italia è il paese più diseguale d’Europa?
No. Nei dati Eurostat 2025, riferiti ai 27 paesi dell’Unione europea, l’Italia è 6ª su 27 per indice di Gini (31,0), 6ª per rapporto S80/S20 (5,13) e 7ª per quota di persone a rischio di povertà o esclusione sociale (22,6%). È stabilmente fra le prime sette posizioni e sopra il valore dell’aggregato UE-27 con tutti e tre gli indicatori, ma mai sul podio: davanti ci sono sempre la Bulgaria e, per gli indicatori monetari, Lettonia e Lituania.
Che differenza c’è tra indice di Gini, S80/S20 e AROPE?
Rispondono a tre domande diverse. Il Gini misura la dispersione dell’intera distribuzione dei redditi; l’S80/S20 confronta solo le code (quante volte il reddito del 20% più ricco contiene quello del 20% più povero); l’AROPE conta le persone che sono a rischio di povertà, o in grave deprivazione materiale e sociale, o in famiglie a bassissima intensità di lavoro. Per questo la classifica dei paesi cambia a seconda dell’indicatore scelto.
Perché la Romania è tra le ultime per Gini ma tra le prime per rischio di povertà o esclusione?
Perché i due indicatori misurano cose diverse. Nei dati EU-SILC la dispersione dei redditi monetari rumeni è scesa molto (Gini da 34,8 nel 2019 a 27,3 nel 2025), ma l’AROPE resta al 27,4%. Le componenti non monetarie dell’indicatore contano: la grave deprivazione materiale e sociale riguarda in Romania il 16,8% delle persone, contro il 5,2% in Italia, e il Gini non la vede. Non è una contraddizione: è la ragione per cui servono più indicatori.
I dati del 2025 si riferiscono ai redditi del 2025?
No. Per gli indicatori monetari (Gini e S80/S20) l’etichetta indica l’anno dell’indagine EU-SILC, ma i redditi raccolti sono quelli dell’anno solare precedente: il dato «2025» fotografa i redditi 2024. È una convenzione di Eurostat da conoscere quando si confrontano fonti diverse, che possono etichettare gli anni in modo differente.
Quanto sono affidabili le posizioni in classifica?
Le posizioni con distacchi ampi sono solide; quelle con distacchi di uno o due decimi vanno prese con cautela. EU-SILC è un’indagine campionaria e i valori pubblicati sono stime: attorno all’Italia (Gini 31,0) ci sono Estonia e Portogallo a 30,9 e la Spagna a 30,8, differenze così piccole che l’ordine può rovesciarsi da un’edizione all’altra. Meglio leggere i gruppi — l’Italia sta nel gruppo di testa mediterraneo-baltico — che le posizioni puntuali.
Fonti
- Eurostat — Gini coefficient of equivalised disposable income (EU-SILC), tabella
ilc_di12, anno d’indagine 2025 (redditi 2024), estratta via API il 31/08/2026, aggiornata da Eurostat l’08/06/2026: ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ilc_di12 - Eurostat — Income quintile share ratio S80/S20 (EU-SILC), tabella
ilc_di11, stesse condizioni: ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ilc_di11 - Eurostat — Persons at risk of poverty or social exclusion (AROPE, definizione 2021), tabella
ilc_peps01n: ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ilc_peps01n - Eurostat — Severe material and social deprivation rate, tabella
ilc_mdsd11, anno 2025 (Romania 16,8%, Italia 5,2%): ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ilc_mdsd11 - Elaborazione Metron Journal. Classifiche, scarti e serie calcolati in
dati_italia_ue.pysui tre dataset qui sopra. Tabella dei 27 scaricabile in CSV; serie 2015-2025 Italia vs UE-27 in CSV.




