Grafico a barre: quota del reddito per decile di popolazione in Italia nel 2025, dal 2,7% del decimo più povero al 24,0% del più ricco

Media, mediana e moda: quando la media mente

In breve. In Italia il reddito medio è di 25.011 euro, quello mediano di 22.062: la media è più alta del 13,4%. E circa sei italiani su dieci stanno sotto la media. Non è un paradosso: è come funziona la media.

⚠️ Una precisazione che serve subito, non in fondo. I numeri di questa pagina non sono stipendi. Sono reddito disponibile equivalente: il reddito della famiglia dopo tasse e trasferimenti, riscalato per la sua dimensione e attribuito a ciascun componente — bambini e pensionati compresi, che uno stipendio non lo prendono. Dire «guadagnare» sarebbe comodo e impreciso, e su questa pagina la differenza è il punto.

«Lo stipendio medio è di X euro.» È una frase che leggiamo continuamente, e che quasi sempre risponde alla domanda sbagliata.

Media, mediana e moda sono tre modi diversi di rispondere alla stessa domanda — qual è il valore tipico? — e danno tre risposte diverse. Sapere quale si sta guardando cambia il significato della frase.


Le tre misure, in una riga ciascuna

Cosa fa Quando serve
Media Somma tutti i valori e divide per quanti sono Quando conta il totale: quanto reddito c’è in tutto
Mediana Mette i valori in fila e prende quello centrale: metà sta sotto, metà sopra Quando conta la persona tipica
Moda Il valore che compare più spesso Quando i valori sono categorie, non numeri

Su una distribuzione simmetrica con un solo picco le tre coincidono, o quasi. Il problema è che i redditi non sono simmetrici, e quasi nulla di interessante lo è.


Il caso italiano

Ecco cosa succede quando le si applica ai redditi degli italiani.

2025
Reddito medio 25.011 €
Reddito mediano 22.062 €
Scarto +13,4%

Fonte: Eurostat — Mean and median income by age and sex, tabella ilc_di03, reddito disponibile equivalente, indagine EU-SILC, euro. Dati consultati il 1 agosto 2026.scarica la serie della media · della mediana

E non è un caso isolato dell’ultimo anno. Lo scarto è stabile:

Anno Media Mediana Scarto
2019 19.528 € 17.165 € +13,8%
2021 20.278 € 17.532 € +15,7%
2023 22.711 € 19.819 € +14,6%
2025 25.011 € 22.062 € +13,4%

(Anni alterni. Gli altri: 2020 +13,2%, 2022 +14,7%, 2024 +14,8%. Il 2025 è fra gli scarti più bassi del decennio ma non il minimo: 2016 +12,6% e 2020 +13,2% stanno sotto.)

Fonte: Eurostat, tabella ilc_di03, serie 1995-2025.

⚠️ Sono euro correnti, non corretti per l’inflazione: fra il 2019 e il 2025 i valori crescono anche perché i prezzi sono cresciuti. Lo scarto fra media e mediana non ne risente, perché è un rapporto fra due grandezze dello stesso anno — ed è il motivo per cui guardiamo quello.

(Le variazioni percentuali sono elaborazioni di Metron Journal sui valori pubblicati da Eurostat.)


Perché la media è più alta

Perché la media conta quanto, la mediana conta chi.

Se in una stanza di dieci persone nove guadagnano 20.000 euro e una ne guadagna 500.000, la media è 68.000 euro. Nessuno in quella stanza guadagna 68.000 euro. La mediana, invece, è 20.000: descrive nove persone su dieci.

Nella realtà italiana funziona così:

Decile di popolazione Quota del reddito totale rilevato
10% più povero 2,7%
2° decile 4,8%
3° decile 6,0%
4° decile 7,2%
5° decile 8,3%
6° decile 9,4%
7° decile 10,7%
8° decile 12,2%
9° decile 14,7%
10% più ricco 24,0%

Fonte: Eurostat — Distribution of income by quantiles, tabella ilc_di01, quota del reddito equivalente complessivo rilevato, 2025. Dati consultati il 1 agosto 2026.scarica i decili in CSV

Il decimo più ricco prende quasi un quarto di tutto il reddito, e da solo vale più dei quattro decili più poveri messi insieme (24,0% contro 20,7%). Alla media quel decimo tira il numero verso l’alto; alla mediana non importa di quanto sia alto il reddito più alto — sposterebbe il valore centrale solo se cambiasse la sua posizione in fila, non il suo reddito.

Grafico: quota del reddito per decile di popolazione in Italia, 2025
Fonte: Eurostat, tabelle ilc_di01 e ilc_di03. Elaborazione Metron Journal.

Quanti stanno sotto la media

Qui si arriva al numero che vale la pena ricordare.

Le soglie dei decili italiani nel 2025 sono: il quinto si chiude a 22.062 € — che è esattamente la mediana — e il sesto a 25.112 €. La media, 25.011 €, cade dentro il sesto decile, quasi al suo limite superiore.

Quindi circa sei italiani su dieci hanno un reddito inferiore alla media.

⚠️ Il «circa» è necessario e non è prudenza di facciata. Per stimare la posizione esatta della media abbiamo interpolato dentro il sesto decile, cioè abbiamo assunto che i redditi si distribuiscano uniformemente al suo interno — cosa che non è vera. Il calcolo dà 59,7%, ma quel decimale è un’illusione di precisione. Senza l’assunzione di uniformità, le sole soglie dei decili garantiscono soltanto che la quota stia fra il 50% e il 60%; l’interpolazione — dichiarata — serve a collocarla vicino al limite alto. Il dato che regge è «poco meno di sei su dieci».

Fonte: Eurostat, tabella ilc_di01, soglie superiori dei decili, 2025. Dati consultati il 1 agosto 2026.scarica le soglie in CSV

Un dettaglio che chiarisce cos’è un decile

La soglia del quinto decile — 22.062 € — è esattamente la mediana. Non è una coincidenza né una conferma: è la stessa cosa detta in due modi.

Un decile taglia la popolazione in dieci parti uguali; il quinto taglio cade a metà, e il valore che sta a metà di una fila ordinata è la mediana. Se le due cifre non coincidessero, una delle due sarebbe sbagliata.

Vale la pena saperlo perché rende leggibile tutto il resto della tabella: la soglia del nono decile, 41.656 €, dice che il 10% più ricco degli italiani parte da lì.


E la moda?

La moda è il valore che ricorre più spesso. Sui redditi in euro serve a poco — quasi nessuno ha esattamente la stessa cifra di un altro — ma diventa l’unica misura possibile quando i dati sono categorie senza un ordine.

Il colore d’auto più venduto, la causa di ricovero più frequente: lì media e mediana non hanno senso, perché «il colore medio» non esiste. La moda sì. I titoli di studio sono un caso intermedio: le categorie hanno un ordine, quindi oltre alla moda si può usare anche la mediana — la media, quella no.

Regola pratica: se i valori si possono sommare, media e mediana (la moda, su valori tutti diversi fra loro, dice poco). Se si possono solo mettere in ordine, mediana e moda. Se si possono solo contare, moda.


Cosa NON dicono

La media non dice che quel valore appartenga a qualcuno

Nell’esempio della stanza, 68.000 euro non è il reddito di nessuno dei dieci presenti. Una media è un riassunto, non un ritratto.

La mediana non dice niente sugli estremi

Se domani il reddito del 10% più ricco raddoppiasse, la mediana non si muoverebbe. È il suo pregio — non si fa trascinare dai valori estremi — ed è anche il suo limite: un paese può diventare molto più diseguale senza che la mediana se ne accorga.

Per quello serve un’altra misura, ed è l’indice di Gini.

Nessuna delle tre dice com’è fatta la distribuzione

È il punto che tiene insieme tutto l’articolo. Distribuzioni completamente diverse possono avere la stessa media, la stessa mediana, o entrambe.

Un solo numero non descrive mai una distribuzione. Quando ne vedete uno da solo — «la media è X» — la domanda giusta non è se sia alto o basso: è cosa c’è dietro.


Come leggere una frase con dentro una media

Quattro domande, in ordine:

  1. È una media o una mediana? Quando non è specificato conviene assumere che sia una media — è la più facile da calcolare — ma è un’assunzione, non una certezza: se il numero conta, chiedete.
  2. La distribuzione ha una coda lunga? Redditi, patrimoni, prezzi delle case, visualizzazioni: sì, quasi sempre. Allora la media sta sopra la mediana.
  3. Quante osservazioni? Su pochi casi un solo valore estremo sposta tutto.
  4. Chi ci guadagna a usare quella misura invece dell’altra? Non sempre c’è malafede, ma la scelta fra media e mediana non è mai neutra.

In sintesi

Reddito medio in Italia, 2025 25.011 €
Reddito mediano 22.062 €
Di quanto la media supera la mediana +13,4%
Chi sta sotto la media circa 6 italiani su 10
Quota del reddito al 10% più ricco 24,0%
Quando usare la mediana Quando interessa la persona tipica
Quando usare la media Quando interessa il totale

Su questo sito: quanto costa un trasloco in Italia — il caso reale di un «prezzo medio» che nessun ente rileva, e della misura ufficiale che esiste al suo posto; e la media ponderata — quando i pesi cambiano il risultato.


Su questo sito. Se la media dice dov’è il centro, quanto i valori gli stiano attorno lo misura la deviazione standard; e i redditi italiani letti come disuguaglianza sono in la disuguaglianza in Italia, in numeri.

Domande frequenti

Qual è la differenza fra media e mediana?

La media somma tutti i valori e li divide per quanti sono; la mediana è il valore centrale, quello che lascia metà dei casi sotto e metà sopra. Su distribuzioni asimmetriche come i redditi le due misure divergono: in Italia nel 2025 il reddito medio è di 25.011 euro e quello mediano di 22.062, con la media più alta del 13,4%.

Perché il reddito medio è più alto di quello mediano?

Perché la media risente dei valori estremi e la mediana no. Al 10% più ricco degli italiani va il 24% del reddito complessivo rilevato dall’indagine, e quel peso tira la media verso l’alto. La mediana invece guarda solo chi sta al centro della fila, indipendentemente da quanto sia alto il reddito dei più ricchi.

Quanti italiani hanno un reddito inferiore alla media?

Circa sei su dieci. La media del 2025, 25.011 euro, cade dentro il sesto decile di reddito, che si chiude a 25.112 euro. Le sole soglie dei decili garantiscono una quota fra il 50% e il 60%; l’interpolazione dentro il decile, dichiarata come assunzione, la colloca vicino al limite alto.

Quando conviene usare la mediana invece della media?

Quando interessa il caso tipico e la distribuzione è asimmetrica: redditi, patrimoni, prezzi delle case, tempi di attesa. La media resta la misura giusta quando serve il totale — ma non con i dati di questa pagina: il reddito equivalente è riscalato sulla composizione familiare, quindi la sua somma non è il reddito complessivo delle famiglie di un paese. Per i totali servono i redditi non equivalenti.

Che cos’è la moda in statistica?

È il valore che ricorre più spesso. Delle tre è l’unica applicabile quando i dati sono categorie senza un ordine; se le categorie sono ordinate (come i titoli di studio) anche la mediana funziona. Categorie — il titolo di studio più diffuso, la causa di ricovero più frequente — perché in quei casi «il valore medio» non esiste.

Fonti

  1. Eurostat, Mean and median income by age and sex, tabella ilc_di03ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ilc_di03 · consultata il 1 agosto 2026
  2. Eurostat, Distribution of income by quantiles, tabella ilc_di01ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ilc_di01 · consultata il 1 agosto 2026

Entrambe le tabelle si basano sull’indagine europea EU-SILC e sul reddito disponibile equivalente: il reddito familiare dopo tasse e trasferimenti, riscalato per tenere conto della dimensione della famiglia.