Grafico a barre orizzontali dei 27 paesi dell'Unione europea ordinati per tasso di mortalità standardizzato per età nel 2021, da Bulgaria 2.132 a Spagna 829 per 100.000; accanto a ogni paese il rango con il tasso grezzo. L'Italia è ventitreesima per tasso standardizzato e quattordicesima per tasso grezzo; l'Irlanda ventunesima e ventisettesima.

Tasso grezzo e tasso standardizzato: perché sembra che in Italia si muoia più che in Irlanda

In breve. Nel 2025 in Italia sono morte 11,1 persone ogni 1.000 abitanti, in Irlanda 6,5: il 71% in più (Eurostat). Letto così, in Italia si muore quasi il doppio. Ma l’Italia ha il 24,5% di abitanti con più di 65 anni e l’Irlanda il 15,6% (popolazione media del 2024), e fra i 30 e gli 89 anni la probabilità di morire in Italia è più bassa che in Irlanda in ogni classe di età. Il tasso grezzo confronta due popolazioni con età diverse; il tasso standardizzato applica i tassi di ciascun paese a una stessa popolazione di riferimento, e ribalta la classifica: nel 2021 (ultimo anno pubblicato da Eurostat) l’Italia è al quinto posto più basso dell’Unione, l’Irlanda dietro di lei. La stessa cosa succede dentro l’Italia: la Liguria ha il tasso grezzo più alto delle 21 regioni e la Campania uno dei più bassi; standardizzando, la Campania è prima e la Liguria dodicesima.

Grafico a barre orizzontali dei 27 paesi dell'Unione europea ordinati per tasso di mortalità standardizzato per età nel 2021, da Bulgaria 2.132 a Spagna 829 per 100.000; accanto a ogni paese il rango con il tasso grezzo. L'Italia è ventitreesima per tasso standardizzato e quattordicesima per tasso grezzo; l'Irlanda ventunesima e ventisettesima.
I 27 paesi UE nel 2021: tasso standardizzato per età (barre, per 100.000) e, a destra, il rango con il tasso grezzo. A parità di età l’Italia è quinta dal basso; con il tasso grezzo è a metà classifica. Dati Eurostat. Elaborazione Metron Journal.

Un tasso grezzo è una divisione semplice: quante persone sono morte in un anno, diviso quante ne vivevano lì, per mille. È un numero onesto e utile — dice quanti funerali, quante pensioni che cessano, quante case che si liberano. Quello che non dice è quanto è pericoloso vivere in quel posto. Perché la probabilità di morire dipende dall’età più che da qualsiasi altra cosa, e due popolazioni con età diverse hanno tassi grezzi diversi anche se, a parità di età, il rischio è identico. È lo stesso inganno che la media nasconde quando la distribuzione è storta: un numero solo, calcolato su gruppi molto diversi, dice più del peso dei gruppi che del fenomeno.

Ventisette paesi, due classifiche

La tabella mette in fila i 27 paesi dell’Unione con il tasso grezzo del 2021 e il tasso standardizzato dello stesso anno, l’ultimo per cui Eurostat pubblica il dato standardizzato per tutti. Il tasso standardizzato è per 100.000 abitanti e non per 1.000: è la convenzione di Eurostat, e non cambia i confronti. L’ultima colonna riporta il grezzo 2025, il più recente.

Paese Grezzo 2021 (per 1.000) Rango Standardizzato 2021 (per 100.000) Rango Grezzo 2025 (per 1.000)
Bulgaria 22,9 1 2.131,9 1 15,5
Romania 17,5 3 1.860,8 2 12,5
Lettonia 18,4 2 1.728,0 3 14,1
Slovacchia 13,5 10 1.676,4 4 9,9
Ungheria 16,2 6 1.651,7 5 13,1
Lituania 17,0 4 1.623,2 6 13,0
Croazia 16,2 5 1.551,5 7 12,9
Polonia 14,0 8 1.504,5 8 11,1
Cechia 13,3 11 1.437,0 9 10,4
Estonia 14,0 7 1.322,3 10 11,5
Grecia 13,7 9 1.079,3 11 11,7
Cipro 7,8 25 1.071,0 12 6,9
Slovenia 11,0 15 1.050,9 13 9,9
Germania 12,3 12 1.045,2 14 12,1
Paesi Bassi 9,8 19 1.011,7 15 9,6
Portogallo 12,0 13 1.000,3 16 10,7
Danimarca 9,8 18 992,8 17 9,7
Austria 10,3 17 982,1 18 9,5
Finlandia 10,4 16 929,3 19 10,5
Belgio 9,7 20 921,4 20 9,5
Irlanda 6,7 27 914,1 21 6,5
Malta 8,0 24 904,1 22 7,3
Italia 11,9 14 899,3 23 11,1
Lussemburgo 7,0 26 859,6 24 6,4
Svezia 8,8 23 849,7 25 8,7
Francia 9,7 21 848,3 26 9,4
Spagna 9,5 22 828,8 27 9,0

Le due classifiche coincidono quasi solo in cima: Bulgaria, Romania e Lettonia sono i paesi dove si muore di più in entrambe le letture, perché sono insieme vecchi e con mortalità alta a ogni età. In basso le due colonne divergono. L’Irlanda ha il tasso grezzo più basso dei 27 nel 2021 (6,7) ed è ventunesima nella classifica standardizzata (914,1). Cipro è venticinquesima per tasso grezzo (7,8) e dodicesima per standardizzato (1.071,0): una popolazione giovane con una mortalità per età da metà classifica. L’Italia fa il percorso inverso: quattordicesima per tasso grezzo (11,9: è il paese più vecchio dell’Unione, con il 24,7% di residenti oltre i 65 anni al 1° gennaio 2025, davanti al Portogallo con il 24,3%), ventitreesima — cioè quinta più bassa — per tasso standardizzato (899,3), dietro solo a Spagna, Francia, Svezia e Lussemburgo.

Nel 2021 la differenza fra Italia e Irlanda a parità di età era piccola, l’1,6% in più per l’Irlanda; ma il punto non è chi sta davanti di poco. Il punto è che il tasso grezzo dice «in Italia si muore il 78% in più che in Irlanda» (11,9 contro 6,7) e il tasso standardizzato dice il contrario. Una delle due letture, usata per parlare di salute, è sbagliata — e non è la seconda.

Come funziona la standardizzazione, con i numeri veri

Il tasso standardizzato si calcola in tre passi, e li rifacciamo qui per Italia e Irlanda sui dati più recenti disponibili, quelli del 2024 (Eurostat pubblica morti e popolazione per età singola; il tasso standardizzato ufficiale per il 2024 non è ancora uscito). Primo: si divide la popolazione in classi di età e si calcola il tasso di mortalità di ciascuna classe, cioè le morti diviso i residenti di quell’età. Secondo: si prende una popolazione di riferimento uguale per tutti — Eurostat usa la popolazione standard europea 2013, una piramide fittizia di 100.000 persone divise in 21 classi di età. Terzo: si applica a quella piramide il tasso di ogni classe, e si sommano le morti che ne risulterebbero. Il totale è il tasso standardizzato: quante persone morirebbero in un anno in una popolazione di 100.000 abitanti con la struttura standard, se avesse i tassi per età del paese in esame.

Classe di età Peso nella popolazione standard (su 100.000) Italia: tasso 2024 (per 100.000) Italia: quota della popolazione Irlanda: tasso 2024 (per 100.000) Irlanda: quota della popolazione
meno di 1 anno 1.000 248,2 0,6% 321,1 1,0%
1-4 4.000 11,2 2,8% 6,8 4,4%
5-9 5.500 7,1 4,0% 6,2 6,2%
10-14 5.500 8,1 4,6% 8,4 7,1%
15-19 5.500 20,1 5,0% 17,2 6,7%
20-24 6.000 26,8 5,0% 25,5 6,0%
25-29 6.000 31,0 5,1% 31,0 6,0%
30-34 6.500 39,6 5,4% 49,8 6,3%
35-39 7.000 54,0 5,7% 67,6 7,1%
40-44 7.000 86,2 6,2% 104,8 8,0%
45-49 7.000 136,2 7,3% 152,7 7,4%
50-54 7.000 216,8 8,1% 239,6 6,8%
55-59 6.500 348,4 8,2% 391,6 6,0%
60-64 6.000 555,2 7,4% 593,1 5,5%
65-69 5.500 910,1 6,3% 998,9 4,7%
70-74 5.000 1.495,4 5,5% 1.637,9 4,0%
75-79 4.000 2.565,0 5,0% 2.781,4 3,2%
80-84 2.500 4.868,9 3,7% 5.260,0 2,0%
85-89 1.500 9.309,4 2,6% 10.662,6 1,1%
90-94 800 17.982,3 1,1% 17.166,1 0,5%
95 e più 200 32.222,7 0,3% 22.165,7 0,2%

Due cose saltano agli occhi. La prima è la colonna dei tassi: dai 30 agli 89 anni, in tutte e dodici le classi, il tasso italiano è più basso di quello irlandese, dal 6% al 21% in meno a seconda della classe. L’Italia sta sopra solo in classi con pochissime morti (bambini e giovani, dove qualche decina di casi sposta il tasso) e sopra i 90 anni. La seconda è la colonna delle quote, calcolate sulla popolazione media del 2024: l’Italia ha il 24,5% della popolazione oltre i 65 anni e il 7,7% oltre gli 80; l’Irlanda il 15,6% e il 3,7% (al 1° gennaio 2024 l’indicatore Eurostat dà 24,3% e 15,5%, al 1° gennaio 2025 24,7% e 15,7%: la media dell’anno sta in mezzo). Sotto i 20 anni, l’Italia ha il 17,0% dei residenti e l’Irlanda il 25,4%. Il tasso di mortalità a 80-84 anni è di circa 5.000 per 100.000, cioè più di cinquanta volte quello a 40-44: basta che una popolazione abbia il doppio di ottantenni perché il tasso grezzo salga, qualunque cosa succeda ai tassi per età. In Italia il 65,5% delle morti avviene dopo gli 80 anni; in Irlanda il 52,4%.

Applicando i tassi delle due colonne alla piramide standard si ottiene, per il 2024, un tasso standardizzato di 798,5 per 100.000 per l’Italia e 833,6 per l’Irlanda (nostra elaborazione: il calcolo è nel file scaricabile in fondo). Con i tassi grezzi il rapporto era 1,71 a sfavore dell’Italia; a parità di età, l’Italia sta sotto del 4,2%.

La controprova: scambiare le piramidi

C’è un modo ancora più diretto di vedere quanto pesa l’età. Si prendono i tassi per età dell’Italia e li si applica alla popolazione dell’Irlanda: quante persone morirebbero in Irlanda se avesse la mortalità italiana? Il risultato è un tasso grezzo di 6,2 per 1.000, contro il 6,5 che l’Irlanda ha davvero. E al contrario: l’Italia con i tassi per età irlandesi avrebbe 11,5 morti per 1.000 invece di 11,1, cioè 26.080 morti in più nel 2024 (679.189 invece di 653.109). Il divario fra 11,1 e 6,5 — quei quattro morti e mezzo per mille che sembravano raccontare due paesi diversi — è tutto struttura per età, e anche qualcosa di più: tolta l’età, il segno si rovescia.

Dentro l’Italia: la Liguria e la Campania

Due grafici a barre affiancati con le 21 regioni italiane nel 2021: a sinistra il tasso grezzo di mortalità per 1.000 abitanti, con la Liguria prima a 14,9 e la Campania diciannovesima a 10,8; a destra il tasso standardizzato per età per 100.000, con la Campania prima a 1.058 e la Liguria dodicesima a 867.
Le 21 regioni nel 2021: con il tasso grezzo la Liguria è prima e la Campania diciannovesima; a parità di età la Campania è prima e la Liguria dodicesima. Dati Eurostat. Elaborazione Metron Journal.

Lo stesso meccanismo lavora fra le regioni, e produce il risultato più controintuitivo del pezzo. La tabella riporta per le 21 regioni (Trento e Bolzano separate, come le classifica Eurostat) il tasso grezzo e quello standardizzato del 2021, più il grezzo 2024.

Regione Grezzo 2021 (per 1.000) Rango Standardizzato 2021 (per 100.000) Rango Grezzo 2024 (per 1.000)
Campania 10,8 19 1.058,3 1 10,2
Sicilia 12,2 12 1.031,2 2 11,0
Molise 14,7 2 972,5 3 13,5
Calabria 12,2 11 967,6 4 11,3
Puglia 11,8 14 945,8 5 10,8
Lazio 11,2 16 906,6 6 10,7
Basilicata 12,6 9 906,0 7 11,7
Friuli-Venezia Giulia 13,8 3 899,0 8 12,3
Abruzzo 12,7 8 893,0 9 11,7
Piemonte 13,2 5 891,7 10 12,4
Valle d’Aosta 12,1 13 883,2 11 11,6
Liguria 14,9 1 866,7 12 14,0
Marche 13,2 6 864,9 13 11,8
Emilia-Romagna 12,5 10 860,2 14 11,4
Sardegna 11,7 15 857,4 15 11,8
Toscana 12,9 7 847,6 16 12,1
Umbria 13,3 4 839,4 17 12,4
Lombardia 10,8 18 835,2 18 10,3
Veneto 11,0 17 825,1 19 10,4
Bolzano 9,3 21 807,9 20 8,5
Trento 10,0 20 778,7 21 9,6

La Liguria è la regione più vecchia d’Italia (29,2% di residenti oltre i 65 anni al 1° gennaio 2025) e ha il tasso grezzo più alto: 14,9 per 1.000 nel 2021, 14,0 nel 2024, prima in entrambi gli anni. Standardizzata scende al dodicesimo posto (866,7), sotto la media nazionale di 899,3. La Campania è la seconda regione più giovane dopo Bolzano (21,4% oltre i 65 anni, contro il 21,0% di Bolzano) e ha uno dei tassi grezzi più bassi, diciannovesima su 21 (10,8); standardizzata è prima, con 1.058,3 morti per 100.000 abitanti standard, il 22% più della Liguria. Con il tasso grezzo la Liguria «muore» il 38% più della Campania; a parità di età è la Campania a stare peggio, e non di poco. Tutte le sei regioni in cima alla classifica standardizzata sono nel Mezzogiorno o nel Lazio; le quattro in fondo sono Lombardia, Veneto, Bolzano e Trento. È un divario Nord-Sud che il tasso grezzo non solo nasconde, ma capovolge — perché le regioni del Sud sono in media più giovani.

Anche nel tempo l’età sposta il numero

La standardizzazione serve anche a leggere una serie storica dello stesso paese, perché la popolazione invecchia. Fra il 2021 e il 2024 il tasso grezzo italiano è sceso da 11,86 a 11,08 per 1.000 (nostro calcolo sulla popolazione media; Eurostat lo arrotonda a 11,9 e 11,1), il 6,6% in meno. Il tasso standardizzato, con lo stesso calcolo, è sceso da 894,5 a 798,5, il 10,7% in meno. Dal 2020, anno del picco pandemico, il grezzo è calato dell’11,1% e lo standardizzato del 15,9%. La differenza fra le due velocità è l’invecchiamento: ogni anno una quota maggiore di italiani sta nelle classi di età dove si muore di più, e il tasso grezzo scende meno di quanto scenda la mortalità a parità di età. Chi confronta il tasso grezzo di oggi con quello di vent’anni fa e conclude che «si muore di più» sta misurando l’età, non la salute. (Lo stesso accade con le nascite: per questo il numero di figli per donna si calcola età per età — natalità e fecondità, i numeri da non confondere.) E vale, in generale, per qualunque tasso calcolato su una popolazione la cui composizione cambia: la variazione fra due anni resta una misura corretta di quanto sono cambiati gli eventi per abitante, ma non dice quanto è cambiato il rischio a parità di età, se nel frattempo la base è invecchiata. E la base stessa — quanti residenti, contati da chi — non è un numero solo: la popolazione italiana e come si conta.

Come è stato misurato

Il tasso grezzo di mortalità è il numero di morti nell’anno diviso la popolazione media dell’anno, per 1.000 (Eurostat, demo_gind per i paesi, demo_r_gind3 per le regioni, bilancio demografico). Il tasso standardizzato è quello pubblicato da Eurostat nelle statistiche sulle cause di morte (hlth_cd_asdr2, tutte le cause, per 100.000, residenti): metodo diretto, popolazione standard europea 2013, popolazione media dell’anno. L’ultimo anno disponibile per tutti i 27 paesi e per le regioni è il 2021. La popolazione standard europea 2013 è una piramide di 100.000 persone in 21 classi di età, definita da Eurostat nel 2013 sulla base delle proiezioni demografiche europee 2011-2030; i pesi sono nella seconda colonna della tabella per età e nel CSV.

La tabella per età e i tassi standardizzati 2020-2024 sono una nostra elaborazione: morti per età singola (demo_magec) e popolazione al 1° gennaio per età singola (demo_pjan) di Italia e Irlanda, aggregate nelle 21 classi, con la popolazione media dell’anno calcolata come media fra il 1° gennaio dell’anno e il 1° gennaio del successivo. Anche le quote di popolazione per età (24,5% di over 65 in Italia, 15,6% in Irlanda) sono calcolate su questa popolazione media del 2024: differiscono di uno o due decimi dall’indicatore Eurostat al 1° gennaio (demo_pjanind: 24,3% e 15,5% al 1° gennaio 2024, 24,7% e 15,7% al 1° gennaio 2025). Le quote per classe nella tabella sono arrotondate a un decimale: sommandole si può ottenere un decimo di differenza rispetto ai totali nel testo (15,6% e 3,7% per l’Irlanda), che sono calcolati sui valori non arrotondati; le percentuali esatte sono nel CSV. Per controllare il metodo l’abbiamo applicato al 2021 e confrontato con il dato ufficiale: Italia 894,5 contro 899,3 di Eurostat (−0,5%), Irlanda 930,3 contro 914,1 (+1,8%). Lo scarto viene dal fatto che Eurostat calcola il tasso ufficiale sulle morti delle statistiche sulle cause di morte, che per alcuni paesi differiscono di poco dal bilancio demografico; è dichiarato e non cambia nessuna delle conclusioni. I controfattuali («l’Italia con la struttura irlandese») applicano i tassi per età di un paese alle quote di popolazione dell’altro. Tutte le tabelle sono state estratte via API il 07/09/2026; le date di aggiornamento Eurostat sono nell’elenco delle fonti.

Cosa NON dice questa pagina

Non dice che il tasso standardizzato sia «la mortalità vera». È un numero costruito per confrontare: dipende dalla popolazione standard scelta, e con una piramide diversa (la standard europea del 1976, quella dell’OMS) i valori cambiano, anche se l’ordine fra paesi di solito resiste. (Un altro indicatore costruito per non dipendere dall’età della popolazione è la speranza di vita, che parte dalle probabilità di morte età per età.) Non dice perché la Campania stia peggio della Liguria o l’Irlanda dell’Italia: un tasso, anche standardizzato, registra quanto si muore, non le cause — reddito, ambiente, sanità, abitudini — e una differenza non è una spiegazione. Non usa un anno normale: il 2021, ultimo disponibile per il dato ufficiale, è un anno di pandemia e i livelli sono più alti del solito in quasi tutti i paesi; il meccanismo però non dipende dal livello, e il 2024 lo conferma. Non dice che le differenze piccole siano significative: fra Italia e Irlanda, a parità di età, nel 2021 c’era l’1,6%, e le morti sono conteggi completi ma le popolazioni sono stime — sotto qualche punto percentuale il segno può cambiare da un anno all’altro. Non copre le classi con poche morti: sotto i 30 anni in Irlanda si contano fra qualche decina e un centinaio di morti per classe, e con numeri così piccoli un tasso oscilla molto.

La regola, in una frase

Un tasso grezzo confronta le età prima ancora del fenomeno: per confrontare due popolazioni — o la stessa in due anni — si standardizza, cioè si applicano i tassi per età a una stessa piramide; e se la classifica si rovescia, come fra Italia e Irlanda o fra Campania e Liguria, era l’età che si stava misurando.

Domande frequenti

Cos’è il tasso grezzo di mortalità?

È il numero di morti in un anno diviso la popolazione media dell’anno, per 1.000 abitanti. Nel 2025 in Italia è stato 11,1 e in Irlanda 6,5 (Eurostat). Dipende molto dall’età della popolazione: un paese più vecchio ha un tasso grezzo più alto anche se, a parità di età, la mortalità è più bassa.

Cos’è il tasso standardizzato di mortalità?

È il tasso che una popolazione avrebbe se avesse una struttura per età di riferimento uguale per tutti. Si calcola il tasso di mortalità di ogni classe di età e lo si applica a una piramide standard (Eurostat usa la popolazione standard europea 2013, 100.000 persone in 21 classi); la somma delle morti così ottenute è il tasso standardizzato, per 100.000. Nel 2021 era 899,3 per l’Italia e 914,1 per l’Irlanda.

Perché l’Italia ha un tasso di mortalità più alto dell’Irlanda?

Perché è più vecchia: il 24,5% degli italiani ha più di 65 anni contro il 15,6% degli irlandesi (popolazione media 2024, Eurostat). A parità di età l’Italia ha una mortalità più bassa in tutte le classi dai 30 agli 89 anni. Con la struttura per età dell’Irlanda, l’Italia avrebbe 6,2 morti per 1.000 invece di 11,1 (nostra elaborazione su dati Eurostat 2024).

Quale regione italiana ha la mortalità più alta?

Dipende dal tasso. Con il tasso grezzo è la Liguria, la regione più vecchia (14,9 per 1.000 nel 2021). Con il tasso standardizzato per età è la Campania (1.058,3 per 100.000 nel 2021, Eurostat), che con il tasso grezzo è diciannovesima su 21 perché è la seconda regione più giovane dopo Bolzano.

Quando si usa il tasso grezzo e quando quello standardizzato?

Il tasso grezzo serve quando interessa il numero effettivo di eventi in una popolazione: quanti morti, quanti servizi, quante pensioni. Il tasso standardizzato serve per confrontare popolazioni con età diverse — paesi, regioni, o lo stesso paese in anni lontani — quando la domanda è quanto è alto il rischio, non quanti sono gli eventi.

Fonti