Grafico a linea del numero medio di figli per donna in Italia dal 1960 al 2025: massimo di 2,66 nel 1964, discesa sotto la soglia di ricambio di 2,1 a metà anni Settanta, minimo di 1,19 nel 1995, risalita a 1,44 nel 2010, nuovo minimo di 1,18 nel 2024 e stima di 1,14 per il 2025. Asse verticale da zero.

Natalità e fecondità: il numero di figli per donna, e perché «1,2» non dice tutto

In breve. Nel 2024 in Italia sono nati 369.944 bambini e il numero medio di figli per donna è stato 1,18, il valore più basso della serie (ISTAT, Eurostat); per il 2025 l’ISTAT stima 355 mila nati e 1,14 figli per donna. Ma i tre numeri che si leggono nei titoli — nati, tasso di natalità, figli per donna — misurano cose diverse. Il confronto più istruttivo è questo: nel 1995 i figli per donna erano 1,19, praticamente come nel 2024, eppure i nati erano 526 mila, 156 mila in più. La differenza sta quasi tutta non in quanti figli fa ciascuna donna, ma in quante sono le donne nelle età in cui si fanno figli, e in come si distribuiscono fra quelle età: tra i 25 e i 39 anni sono il 28% in meno. E il numero di figli per donna di un singolo anno sottostima quelli che una generazione avrà davvero, quando i figli vengono rinviati.

Grafico a linea del numero medio di figli per donna in Italia dal 1960 al 2025: massimo di 2,66 nel 1964, discesa sotto la soglia di ricambio di 2,1 a metà anni Settanta, minimo di 1,19 nel 1995, risalita a 1,44 nel 2010, nuovo minimo di 1,18 nel 2024 e stima di 1,14 per il 2025. Asse verticale da zero.
Numero medio di figli per donna, Italia 1960-2025. Il 2025 è una stima provvisoria ISTAT. Dati Eurostat (demo_find, su dati ISTAT). Elaborazione Metron Journal.

Ogni anno, quando l’ISTAT (Istituto nazionale di statistica) pubblica i dati sulle nascite, il titolo è quasi sempre lo stesso: «nuovo record negativo». Il dato è corretto. Ma dietro quella parola ci sono tre misure diverse, che rispondono a tre domande diverse, e confonderle porta a conclusioni sbagliate sul perché le nascite calano e su cosa potrebbe farle risalire.

Tre numeri, tre domande

Misura Cosa conta Italia 2024 Da cosa dipende
Nati vivi Quanti bambini nascono in un anno 369.944 Da quante donne ci sono in età feconda e da quanti figli fa ciascuna
Tasso di natalità Nati ogni 1.000 residenti 6,3‰ Come sopra, più la struttura per età di tutta la popolazione: più anziani, tasso più basso
Figli per donna (TFT) Quanti figli avrebbe una donna che vivesse tutta la vita feconda con i tassi di quell’anno 1,18 Solo dalla propensione ad avere figli, età per età — non da quante donne ci sono

Il tasso di fecondità totale (TFT), chiamato anche «numero medio di figli per donna», si calcola sommando i tassi di fecondità di ogni singola età tra 15 e 49 anni: i nati da donne di 30 anni diviso le donne di 30 anni, più quelli delle donne di 31, e così via. Proprio perché ragiona età per età, il TFT è indipendente dalla struttura della popolazione: funziona come un tasso standardizzato per età. Il numero dei nati, invece, dipende sia dalla propensione sia da quante donne ci sono a ogni età.

Stessi figli per donna, 156 mila nati in meno

Grafico a barre, indice 1995 = 100: nel 2024 il numero di figli per donna vale 99, le donne di 25-39 anni 72, i nati vivi 70. Stessa fecondità, 156 mila nati in meno.
1995 e 2024 a confronto: la fecondità è quasi identica (1,19 e 1,18), i nati scendono del 29,6% e le donne di 25-39 anni del 28,3%. Dati Eurostat (demo_find, demo_gind, demo_pjangroup). Elaborazione Metron Journal.

Il modo più semplice per vedere la differenza è confrontare due anni con lo stesso TFT.

1995 2024 Variazione
Figli per donna (TFT) 1,19 1,18 −0,01
Donne di 25-39 anni (1° gennaio) 6.515.549 4.668.955 −28,3%
Donne di 15-49 anni (1° gennaio) 14.320.967 11.518.302 −19,6%
Nati vivi 525.609 369.944 −29,6%

Nel 1995 e nel 2024 le donne italiane hanno avuto, in media, lo stesso numero di figli: 1,19 contro 1,18. Eppure nel 2024 sono nati 155.665 bambini in meno. Il calo dei nati (−29,6%) è quasi identico a quello delle donne tra i 25 e i 39 anni (−28,3%), le età centrali della fecondità (l’età media delle madri al parto è 32,6 anni). Detto con un numero indice: fatto 100 il 1995, nel 2024 i figli per donna valgono 99, le donne di 25-39 anni 72, i nati 70.

Le potenziali madri di oggi appartengono alle generazioni nate dalla metà degli anni Settanta in poi — le donne di 25-39 anni del 2024 sono nate tra il 1985 e il 1999 —, cioè dopo che la fecondità era scesa sotto i due figli: meno nate allora, meno madri oggi. È un effetto che l’ISTAT stessa quantifica: se nel 2024 l’Italia avesse avuto la fecondità della Francia (1,61), i nati sarebbero stati circa 494 mila, non 370 mila — ma comunque molto meno dei 664 mila francesi, perché le generazioni francesi in età feconda sono più numerose.

La conseguenza pratica è importante: una risalita piccola della fecondità verrebbe assorbita dal calo delle potenziali madri, il cui numero è già scritto nelle nascite di vent’anni fa. Per tornare ai nati del 1995 con le donne di oggi servirebbe un aumento molto grande: a parità di struttura per età del 2024, circa 1,68 figli per donna invece di 1,18 (nostro calcolo: 1,18 × 525.609 / 369.944), un livello che l’Italia non registra dal 1979 (1,73).

Il TFT di un anno non è il destino di una generazione

C’è un secondo limite, più sottile. Il TFT è una misura di periodo: fotografa i comportamenti di un anno, mescolando donne di generazioni diverse. Quando i figli vengono rinviati a età più avanzate, per qualche anno ne nascono meno, anche se alla fine ogni donna ne avrà lo stesso numero. Il TFT di quegli anni risulta quindi più basso della fecondità «vera» delle generazioni: i demografi lo chiamano effetto tempo (Bongaarts e Feeney, 1998).

In Italia il rinvio è stato forte e continuo. L’età media delle madri al parto è passata da 29,8 anni nel 1995 a 32,6 nel 2024 (32,7 nella stima 2025); al primo figlio, da 28,1 a 31,9 anni. La misura che non risente del rinvio è la fecondità per generazione, che però si può calcolare solo quando una generazione ha finito l’età feconda:

Generazione di donne Figli per donna a fine vita feconda Donne senza figli
Nate nel 1947 2,01 10,0%
Nate nel 1975 1,44 23,0%

Le donne nate nel 1975 hanno avuto i figli, per lo più, tra la metà degli anni Novanta e il 2015: in quegli anni il TFT annuo è stato tra 1,19 e 1,44, mentre la loro generazione ha chiuso con 1,44. Il calo di lungo periodo è reale — da 2,01 a 1,44 in una trentina di generazioni —, ma il TFT dei singoli anni ne ha dato un’immagine ancora più bassa. Vale anche in senso opposto: una ripresa del TFT in un anno può essere solo un recupero di figli rinviati, non un cambio di tendenza.

Il «record negativo», misurato

Nella serie Eurostat, che parte dal 1960, il valore del 2024 (1,18) è il più basso di sempre. Ma il record precedente era 1,19 nel 1995: un centesimo di differenza, cioè esattamente l’ultima cifra dell’arrotondamento a due decimali: una differenza che sta dentro l’incertezza dell’arrotondamento stesso. Il 2025, con la stima di 1,14, scende davvero sotto: ma è una stima provvisoria, costruita su dati anagrafici non ancora consolidati — e le stime si muovono. A ottobre 2025 l’ISTAT, sui soli primi sette mesi, stimava 1,13; a marzo 2026, sull’anno intero, 1,14.

La serie completa mostra tre fasi: il massimo del baby boom (2,66 nel 1964, anno in cui nacquero oltre un milione di bambini), il crollo fino al 1995, una lenta risalita fino a 1,44 nel 2010 e una nuova discesa. Nella media nazionale pesa anche la cittadinanza delle madri: nel 2010 le donne straniere avevano 2,31 figli in media e le italiane 1,33; nel 2024, rispettivamente, 1,79 e 1,11 (ISTAT). Entrambe le curve scendono.

L’Italia in Europa: bassa, ma non ultima

Paese (2024) Figli per donna
Malta 1,01
Spagna 1,10
Lituania 1,11
Polonia 1,14
Italia 1,18
Estonia 1,18
Germania 1,36
Media UE-27 1,34
Francia 1,61
Bulgaria 1,72

Con 1,18 l’Italia è tra i paesi a fecondità più bassa dell’Unione, ma non all’ultimo posto: quattro paesi fanno meno (fonte Eurostat, 2024). Nessun paese dell’UE è vicino a 2,1, la soglia che nel lungo periodo manterrebbe stabile una popolazione senza migrazioni.

Dentro l’Italia: le differenze sono più piccole di quanto si pensi

Territorio 2024 2025 (stima)
Nord 1,19 1,15
Centro 1,11 1,07
Mezzogiorno 1,20 1,16
Sicilia 1,27 1,23
Campania 1,26 1,22
Lazio 1,10 1,05
Molise 1,05 1,02
Sardegna 0,91 0,85

Le ripartizioni sono a pochi centesimi l’una dall’altra, e il calo del 2025 è stato uniforme: quattro centesimi in tutte e tre. Gli estremi sono regionali: la Sardegna è sotto un figlio per donna per il sesto anno consecutivo (0,85 nel 2025), mentre il Trentino-Alto Adige è la regione più feconda (1,40 nel 2025; la sola provincia di Bolzano era a 1,51 nel 2024). Il vecchio schema «Sud più prolifico» si è quasi dissolto: nel 2025 il Mezzogiorno supera il Nord di un centesimo. Le differenze tra Nord e Sud che restano ampie, oggi, sono quelle di reddito e di occupazione.

Cosa NON dice questa pagina

Non dice perché gli italiani fanno pochi figli. L’ISTAT elenca fattori plausibili — tempi di formazione più lunghi, lavoro precario, difficoltà di accesso alla casa, scelte di vita diverse — ma queste pagine misurano gli esiti, non le cause: che due fenomeni calino insieme non prova che uno causi l’altro. Non dice quanti figli desiderano le coppie: è una domanda che richiede indagini diverse. Non dice che la fecondità resterà a 1,14: il dato 2025 è una stima provvisoria, e il TFT di un anno risente dei rinvii. Non dice che le nascite risaliranno se sale la fecondità: con meno donne in età feconda, un TFT un po’ più alto produrrebbe comunque meno nati che negli anni Novanta.

La regola, in una frase

Prima di commentare un «record» di nascite, chiedersi quale dei tre numeri si sta guardando: i nati dipendono da quante donne ci sono, il tasso di natalità anche da quanti anziani, e solo il numero di figli per donna misura la propensione — con il limite di fotografare un anno, non una generazione.

Come è stato misurato

Nati, tasso di natalità, figli per donna ed età media al parto 1960-2024 vengono dalle tabelle Eurostat demo_gind e demo_find, che ripubblicano i dati ufficiali ISTAT; le donne per classe di età al 1° gennaio da demo_pjangroup; il confronto europeo da demo_find (anno 2024). Tutte estratte via API il 23 settembre 2026 (demo_find e demo_pjangroup aggiornate da Eurostat il 22/09/2026, demo_gind il 21/07/2026). I valori 2025 (1,14 figli per donna, 32,7 anni di età al parto, dati per ripartizione e per regione) sono stime provvisorie del report ISTAT Indicatori demografici 2025; i dati regionali 2024, la fecondità per cittadinanza e per generazione vengono dal report ISTAT Natalità e fecondità della popolazione residente, anno 2024. Le variazioni percentuali, l’indice 1995 = 100 e le classifiche sono nostre elaborazioni, ricalcolabili dai CSV scaricabili qui sotto.

Domande frequenti

Quanti figli per donna ci sono in Italia?

Nel 2024 il numero medio di figli per donna è stato 1,18, il valore più basso della serie iniziata nel 1960 (ISTAT, Eurostat). Per il 2025 l’ISTAT stima 1,14, un dato ancora provvisorio. La media dell’Unione europea nel 2024 era 1,34.

Qual è la differenza tra tasso di natalità e tasso di fecondità?

Il tasso di natalità è il numero di nati ogni 1.000 residenti (6,3 per mille in Italia nel 2024) e dipende dalla struttura per età di tutta la popolazione. Il tasso di fecondità totale, o numero medio di figli per donna, somma i tassi di fecondità di ogni età tra 15 e 49 anni e misura solo la propensione ad avere figli, indipendentemente da quante donne ci sono.

Perché le nascite calano anche se il numero di figli per donna è stabile?

Perché calano le potenziali madri. Nel 1995 e nel 2024 il numero di figli per donna era quasi uguale (1,19 e 1,18), ma i nati sono scesi da 525.609 a 369.944, mentre le donne tra 25 e 39 anni sono diminuite del 28,3%. Sono le generazioni poco numerose nate dalla metà degli anni Settanta in poi, quando la fecondità era già scesa sotto i due figli.

Il 2024 è davvero un record negativo di fecondità?

Sì, ma di un centesimo, una differenza che sta dentro l’arrotondamento: 1,18 contro l’1,19 del 1995. Il vero calo sotto il minimo precedente arriva con la stima 2025 (1,14), che però è provvisoria. Inoltre il numero di figli per donna di un anno si abbassa quando i figli vengono rinviati a età più avanzate.

Quanti figli hanno avuto davvero le donne italiane nella loro vita?

Le donne nate nel 1975, le ultime ad aver concluso l’età feconda, hanno avuto in media 1,44 figli, e il 23,0% non ne ha avuti. Le nate nel 1947 ne avevano avuti 2,01, con il 10% di donne senza figli (ISTAT).

Fonti